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Neffa e il doppio senso della canzone “La Mia Signorina” Cristian Asara
Durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Neffa a ricordato che, nell’estate del 2001 cambiò genere musicale, il passaggio dall’hip hop al pop viene descritto dall’artista come una necessità interiore, un’urgenza di esplorare nuove sonorità e di affrancarsi dalle rigide convenzioni di un ambiente, quello hip hop, che pur ammirava per la sua carica espressiva. “Dell’hip hop mi piaceva l’aspetto artistico, ma non l’aderenza ai dogmi da puristi. Così ho cercato un mio modo per fare pop”, confessa l’artista, ammettendo con onestà le ripercussioni di tale scelta: “Sicuramente con alcune scelte ho perso. Quando ho iniziato a cantare ho avuto un ritorno pessimo, molti partivano con un pregiudizio nei confronti della mia musica.” Una testimonianza che sottolinea il coraggio di Neffa nel mettersi in gioco, anche a costo di scontrarsi con le aspettative del suo pubblico originario.
L’intervista offre poi uno sguardo inedito sul significato di uno dei suoi brani più iconici, La mia signorina. Ciò che per molti è sempre stata una semplice e orecchiabile canzone d’amore, cela in realtà un sofisticato “esercizio di stile” ricco di “messaggi impliciti” che, con un pizzico di amarezza, Neffa rivela essere rimasto in gran parte incompreso. “Neanche i miei fan, che mi massacrarono, convinti fosse una banale canzoncina su una ragazza,” racconta. Un aneddoto che svela la sua predilezione per la stratificazione di significati, un gioco intellettuale con l’ascoltatore che, in questo caso, non colse nel segno. La successiva rivelazione, condita da anni di ambiguità sul presunto riferimento alla cannabis, aggiunge un ulteriore strato di complessità alla narrazione, mostrando un artista consapevole del potere della comunicazione e abile nel manipolare le interpretazioni.
