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Nel 2003 il primo muflone clonato fu liberato in Sardegna Enzo Asuni
Il muflone sardo è tra gli animali più rappresentativi della Sardegna. Affascinante e antichissimo, è una sottospecie del muflone europeo che si è evoluta nei secoli grazie all’isolamento geografico e alle caratteristiche uniche dell’ambiente isolano.

Oggi, purtroppo, il muflone è classificato come specie vulnerabile: minacciato dalla progressiva distruzione dell’habitat, dalla caccia illegale e dall’ibridazione con razze ovine.
Nel 2003 è accaduto qualcosa di straordinario: in Italia è nato Ombretta, il primo muflone clonato con successo. Il progetto fu curato dal CNR e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, come parte di una ricerca scientifica avanzata per la tutela della biodiversità.
Il nome, Ombretta, è un omaggio a Ombretta Colli, moglie del cantautore Giorgio Gaber. La sua nascita è avvenuta sette anni dopo la celebre pecora Dolly.
A differenza di altri esperimenti di clonazione, Ombretta non è rimasta in laboratorio: è stata liberata sulle montagne della Sardegna, con l’obiettivo di rafforzare il patrimonio genetico della specie e contribuire al ripopolamento del muflone.
Questa scelta ha segnato un punto di svolta: il Guinness dei Primati ha riconosciuto Ombretta come “il primo animale raro clonato e reinserito in natura”.
Il nuovo volume della collana “I Protagonisti della Natura”, in edicola con L’Unione Sarda da sabato 10 maggio, è dedicato proprio al muflone sardo: un viaggio affascinante tra scienza, ambiente e identità sarda.

Ogni settimana, in edicola con L’Unione Sarda, un nuovo capitolo di questo viaggio tra le specie che rendono l’Isola unica. Ecco qui tutti i numeri:
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.