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Novità in arrivo per il bollo auto dal 2026 Cristian Asara
Dal 2026, il bollo auto subirà significative modifiche, ma attenzione: queste nuove regole riguarderanno esclusivamente i veicoli di nuova immatricolazione. Le novità, frutto di uno schema di decreto legislativo già approvato dal Consiglio dei Ministri e ora al vaglio delle commissioni competenti, mirano a semplificare e uniformare la disciplina a livello nazionale.
La principale novità consiste nell’obbligo di pagare il bollo in un’unica soluzione annuale per le auto immatricolate a partire dal prossimo anno. Ciò significa che la rateizzazione, attualmente permessa in alcune Regioni, non sarà più un’opzione. La scadenza del pagamento seguirà la logica del versamento annuale: l’importo dovrà essere saldato entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione, esattamente come avviene oggi per chi sceglie il pagamento unico. Tuttavia, le Regioni avranno la facoltà di mantenere la rateizzazione per specifiche categorie di veicoli.
Per i proprietari di auto acquistate entro la fine del 2025, invece, nulla cambierà: le regole attuali rimarranno valide, consentendo sia il pagamento annuale (con scadenza l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione) sia la rateizzazione (con scadenza l’ultimo giorno del terzo mese del trimestre).

Un’importante innovazione tecnica riguarda la compravendita di veicoli usati. A partire dal 2026, il soggetto passivo del tributo (acquirente, usufruttuario o titolare di locazione finanziaria) verrà identificato al primo giorno del periodo tributario, e non più all’ultimo giorno utile per il pagamento. Questa modifica, come spiegato nella relazione tecnica, è pensata per superare gli inconvenienti legati ai passaggi di proprietà che avvengono nel mese di pagamento, specialmente tra Regioni diverse, e per evitare richieste di rimborso e contenziosi. L’obiettivo è, inoltre, raggiungere una uniformità di disciplina a livello nazionale, da tempo attesa sia dalle Regioni che dagli operatori del settore. Il bollo, per i nuovi veicoli, sarà sempre dovuto per 12 mesi, superando le attuali norme che prevedono scadenze diverse a seconda del tipo di veicolo, sebbene saranno previste deroghe per pagamenti quadrimestrali.
Una delle novità più significative, e attualmente al centro delle valutazioni delle commissioni, riguarda i veicoli sottoposti a fermo amministrativo (le cosiddette “ganasce fiscali”). Il nuovo testo stabilisce che il tributo dovrà essere pagato anche in caso di fermo amministrativo. Questo provvedimento viene esplicitamente escluso dai casi di “perdita del possesso del veicolo per forza maggiore o per fatto di terzo o la indisponibilità conseguente a provvedimento dell’autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione”. Finora, una sentenza della Corte Costituzionale del 2017 esentava questi veicoli dal pagamento del bollo, ma questa regola verrà superata a partire dal 2026.
Infine, sono state introdotte alcune semplificazioni per chi opera nel commercio di veicoli usati. La cessione di un veicolo a soggetti che ne fanno professionalmente commercio interromperà l’obbligo del pagamento della tassa automobilistica solo se la cessione viene trascritta al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). La comunicazione potrà avvenire entro 60 giorni e verrà eliminata la necessità di compilare un elenco quadrimestrale con i dettagli dei proprietari e dei contratti di vendita, alleggerendo la burocrazia per i commercianti e per il PRA stesso.
Queste modifiche rappresentano un passo verso una maggiore chiarezza e uniformità nella gestione del bollo auto in Italia, pur mantenendo alcune flessibilità per le specificità regionali.
Radio Smeralda, puntata del 08 luglio 2025.