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Nudo postumo: scandalo in Giappone per Aki Yashiro Cristian Asara
Ondate di sdegno si riversano sul Giappone in seguito alla controversa decisione di una casa discografica di includere due foto di nudo private della compianta cantante Aki Yashiro come “contenuto bonus” in un suo prossimo CD. La bufera mediatica è divampata rapidamente, alimentata dal fatto che Yashiro è scomparsa nel 2023 e le immagini, risalenti a quando aveva vent’anni, furono scattate dal suo allora compagno. L’impossibilità di ottenere il suo consenso ha reso l’operazione un vero e proprio caso nazionale.
Il governatore della prefettura di Kumamoto, Takashi Kimura, terra natale dell’amata artista enka, ha espresso con veemenza la sua indignazione definendo l’iniziativa un atto “imperdonabile” in un suo recente post sul blog. Il suo paragone con il “revenge porn” ha acceso ulteriormente il dibattito pubblico, sollevando interrogativi etici profondi sul rispetto della privacy e della dignità postuma.
Anche Makoto Ono, rappresentante della società che gestisce il sito web ufficiale di Aki Yashiro, ha preso una posizione netta contro questa scelta. In un comunicato stampa, ha dichiarato l’annuncio della pubblicazione delle foto come un evento “estremamente spiacevole e assolutamente inaccettabile”, eco del sentimento di molti fan e addetti ai lavori.

Aki Yashiro, nata Akiyo Hashimoto nel 1950, è stata una figura iconica nel panorama musicale giapponese, in particolare nel genere enka, un tipo di ballata tradizionale. Il suo debutto discografico risale al 1971, ma fu con successi come “Funauta” e “Ame no Bōjō” che raggiunse la consacrazione, vincendo persino il prestigioso Japan Record Award. La sua voce inconfondibile, caratterizzata da un timbro profondo e leggermente rauco, la rese una delle interpreti più amate del paese. Pur rimanendo fedele alle radici dell’enka, Yashiro non disdegnò incursioni in altri generi come il blues e il jazz, dimostrando una versatilità artistica notevole. La sua scomparsa, avvenuta all’età di 73 anni a causa di complicazioni polmonari legate a una rara malattia autoimmune, la dermatomiosite, ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore dei suoi numerosi ammiratori.
La decisione della casa discografica ha riaperto una ferita ancora fresca, trasformando il ricordo di un’artista rispettata in un terreno di scontro etico e morale. Mentre l’uscita dell’album è prevista per i prossimi giorni, la polemica infuria, ponendo interrogativi cruciali sui limiti dello sfruttamento commerciale dell’immagine di una persona defunta e sulla necessità di tutelare la sua eredità con sensibilità e rispetto.