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Obbligatorio, macchinoso e ora a pagamento: l’addio alla gratuità dello SPID Poste

today2 Gennaio 2026 346

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Fine della gratuità: lo SPID di Poste batte cassa, ecco come difendersi dall’ennesimo abbonamento forzato

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    Obbligatorio, macchinoso e ora a pagamento: l’addio alla gratuità dello SPID Poste Cristian Asara

 

Prima ci è stato presentato come un obbligo indispensabile, trascinandoci in procedure di attivazione spesso farraginose, tra uffici postali affollati e app che non sempre brillavano per intuitività. Dopo aver investito tempo e pazienza per far funzionare un sistema diventato ormai essenziale, arriva la doccia fredda: dal 1° gennaio 2026 lo SPID di Poste Italiane diventa a pagamento.

Quella che era nata come una transizione digitale “dovuta” si trasforma oggi in un canone annuale per oltre 30 milioni di italiani.

I costi: quanto e quando si paga

La gratuità del servizio PosteID è ufficialmente terminata. Il canone fissato da Poste Italiane è di 6 euro all’anno.

  • Non si paga subito: Il costo scatta solo al momento del rinnovo della propria identità digitale (la data di scadenza è individuale).

  • Come controllare: È possibile verificare la propria scadenza nell’app PosteID sotto la voce Profilo > Gestisci account.

  • Il preavviso: Poste invierà una mail di avviso 30 giorni prima della scadenza.

Chi si salva dal canone (Gli Esenti)

Non tutti saranno costretti a pagare. Poste ha previsto alcune categorie che potranno continuare a usufruire del servizio gratuitamente:

  • Minorenni

  • Over 75

  • Residenti all’estero

  • Utenti SPID professionale

Come effettuare il pagamento (o rischiare la sospensione)

Per chi decide di restare con Poste, le modalità sono tre: tramite l’area personale online, su una pagina web dedicata (inserendo CF e mail) o fisicamente presso un ufficio postale.

Cosa succede se non paghi? Lo SPID non viene eliminato subito, ma sospeso. Avrai 24 mesi di tempo per “riattivarlo” pagando il dovuto, ma in quel periodo non potrai accedere a nessun servizio della Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, Sanità).

Perché ora si paga?

La motivazione ufficiale risiede nei costi di gestione dell’infrastruttura tecnologica. Con i fondi pubblici destinati ai provider congelati dal 2023, Poste ha deciso di ribaltare i costi di mantenimento direttamente sulle tasche dei cittadini, allineandosi a operatori privati come Aruba e InfoCert.

Le alternative: come non pagare i 6 euro

Se la scelta di Poste sembra l’ennesimo balzello ingiustificato, esistono ancora vie d’uscita per mantenere l’identità digitale a costo zero:

  1. Passare alla CIE (Carta d’Identità Elettronica): È l’alternativa più solida. Se hai già la carta d’identità con il chip, l’app CieID permette di accedere a tutti i servizi online gratuitamente. È gestita dallo Stato e non prevede canoni di rinnovo.

  2. Cambiare Provider SPID: Al momento esistono ancora alcuni fornitori che offrono lo SPID gratuitamente (anche se la tendenza del mercato si sta spostando verso il modello a pagamento).

  3. Recesso: Hai diritto a recedere dal servizio di Poste entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione di variazione contrattuale, senza alcuna penale.

Dopo anni di “promozione” massiva per digitalizzare l’Italia, il sistema si trova davanti a un bivio. Se lo SPID di Poste era stato scelto per comodità o abitudine, oggi la CIE sembra essere la risposta più logica per chi non vuole aggiungere un’altra micro-tassa al proprio bilancio familiare.

Radio Smeralda, puntata del 02/01/2026

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