play_arrow
Odessa sotto le bombe e Sardegna sotto assedio: le verità scomode a Radar Fabio Leoni
L’ultima puntata del 2025 di Radar, il programma di approfondimento di Videolina condotto da Nicola Scano, ha intrecciato due scenari solo apparentemente distanti: la guerra in Ucraina e la crisi energetica in Sardegna. Ospiti della trasmissione Ugo Poletti, direttore dell’Odessa Journal, in collegamento dalla città ucraina simbolo della resistenza, e in studio Nicolò Migheli, sociologo e scrittore, insieme a Davide Fadda del presidio del popolo sardo. Due fronti diversi, ma un filo comune: la difesa dei territori, dell’identità e del futuro.

Da Odessa arriva il racconto di un Natale vissuto sotto i bombardamenti. Poletti smonta l’illusione di una tregua festiva: «Putin non riconosce il Natale del 25 dicembre, perché per la Chiesa ortodossa russa cade il 7 gennaio. Per lui concedere una tregua ora significherebbe accettare un costume occidentale». Una scelta che si intreccia con la decisione ucraina di anticipare il Natale, anche come segnale politico. Odessa, città europea e multiculturale, si prepara così al quarto Natale di guerra senza illusioni, ma senza rinunciare alla vita culturale e sociale.
Nonostante il conflitto in corso, la ricostruzione è già iniziata. «Scuole, ospedali ed energia non possono aspettare la pace», spiega Poletti. Il modello immaginato è quello di un nuovo Piano Marshall: bandi internazionali, controlli rigorosi e finanziamenti diretti alle imprese. «L’Ucraina deve diventare un Paese stabile e prospero, perché la sua ricchezza farà bene anche ai partner europei». Secondo il direttore dell’Odessa Journal, aiutare Kiev oggi significa evitare domani crisi migratorie ed economiche ben più gravi.
Nel suo libro Nel cuore di Odessa, Poletti racconta una città che ha riscoperto se stessa sotto le bombe. «La resistenza ha sorpreso anche gli ucraini», afferma. Odessa, considerata da molti troppo vicina alla Russia per tradizione culturale, ha reagito compatta all’aggressione. Tra blackout programmati, allarmi notturni e solidarietà spontanea, la popolazione sogna la pace ma rifiuta la resa: «Realismo sì, ma senza premiare chi ha scatenato la guerra».
La seconda parte di Radar si sposta in Sardegna, dopo la bocciatura della legge regionale sulle aree idonee da parte della Corte Costituzionale. Nicolò Migheli parla senza mezzi termini di tradimento: «Doveva essere un sistema di energia distribuita, invece è diventato terreno di conquista dei grandi gruppi, con uno stravolgimento del paesaggio e dell’identità». A rischio non ci sono solo colline e campagne, ma il rapporto stesso tra territorio e comunità.
Ancora più duro l’intervento di Davide Fadda, che denuncia un vero assalto speculativo: «Sono stati presentati quasi 700 progetti per oltre 50 GW, contro un fabbisogno reale di poco più di 6». Secondo Fadda, l’unica via d’uscita è la legge Pratobello, fondata sulle competenze urbanistiche dello Statuto speciale. «Non c’è più tempo per commissioni: rischiamo pale eoliche davanti al mare e un nuovo colonialismo energetico». Una sfida che, come quella ucraina, chiama in causa scelte politiche e responsabilità collettive.
Conduce Nicola Scano – giornalista di Videolina
Puntata del 18/12/2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina