Sono trascorse quasi quattro settimane dalla scomparsa di Giuseppe e Lorenzo Deiana, i due fratelli originari di Olbia spariti nel nulla insieme alla loro piccola imbarcazione. Le ricerche proseguono senza sosta, ma finora nessun risultato concreto ha fatto luce sul misterioso caso. Le famiglie dei dispersi vivono giorni carichi di angoscia e incertezza, mentre le indagini si intensificano. La Procura di Tempio Pausania e la Direzione Marittima di Olbia considerano il caso una priorità assoluta.

Negli ultimi giorni ha preso forza una nuova ipotesi: una possibile collisione in mare. Le indagini, coordinate dal direttore marittimo Gianluca D’Agostino, si sono estese non solo ai due dispersi, ma anche a un terzo soggetto che potrebbe aver avuto un ruolo cruciale nella vicenda. Le attività investigative, condotte dalla Guardia Costiera, si stanno concentrando su imbarcazioni che, il 19 aprile, risultavano in navigazione nella zona antistante Capo Figari nel territorio di Golfo Aranci.
Sebbene nessuna informazione ufficiale sia stata divulgata, pare che la Guardia Costiera abbia effettuato accertamenti mirati su un numero ristretto di natanti presenti in quella tratta di mare al momento della scomparsa. Questa nuova fase dell’indagine è scaturita da elementi recentemente acquisiti, che hanno spinto gli inquirenti ad approfondire l’ipotesi della collisione, fino ad ora non esclusa, ma mai così concreta come oggi.
Il primo a sollecitare un approfondimento tecnico sulla possibilità di una collisione è stato l’avvocato Pietro Cherchi, legale della famiglia Deiana. Il legale ha dichiarato: «Sì, ho chiesto l’acquisizione dei dati delle applicazioni sul traffico marittimo, è vero. Ma siamo in una fase delicata e non posso dire altro». Un appello chiaro: “Cercate una barca”. Le speranze ora si concentrano su questa pista, nella speranza che possa finalmente fornire risposte concrete e porre fine al dramma vissuto dalle famiglie.
A cura di Enrico Fresu – Giornalista di Unionesarda.it
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