play_arrow
Graziano Mesina: oggi l’ultimo saluto a Orgosolo Alessandra Carta, Maria Grazia Caligaris
Orgosolo si prepara a dare l’ultimo saluto a Graziano Mesina, l’ex primula rossa del banditismo sardo, figura controversa e simbolica della Sardegna del Novecento. Mesina è deceduto sabato scorso a Milano. Il funerale di Graziano Mesina si terrà oggi alle 11:30, nella chiesa di San Pietro, nel suo paese natale di Orgosolo. Una comunità che, al di là delle opinioni contrastanti, riconosce l’impronta lasciata da questa figura nella memoria collettiva, tra storia, cronaca e leggenda.

Tra le presenze di rilievo al funerale c’è Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione Socialismo Diritti Riforme e già consigliera regionale, che ha voluto essere presente per rendere omaggio alla famiglia e ricordare il valore della dignità umana, anche in chi ha vissuto gran parte della propria vita dietro le sbarre. “La morte accomuna tutti nel dolore”, ha dichiarato Caligaris, sottolineando che Graziano Mesina è stato uno dei detenuti più longevi d’Italia e che la sua figura merita una riflessione sull’umanità e sul valore della vita.
“Vola liberu Grazia’”: con queste parole, scritte su un necrologio anonimo, Orgosolo rende omaggio a Graziano Mesina, simbolo del banditismo sardo, scomparso sabato scorso a Milano. Il funerale si tiene nella chiesa di San Pietro, nel suo paese natale, dove la sua figura – tra mito, cronaca e controversia – ha lasciato un’impronta profonda. I muri del paese, noti per riflettere il sentimento popolare, si colorano di cordoglio e memoria, come già accaduto per altre figure storiche e celebri. Anche Desulo, dove trascorse gli ultimi giorni da latitante, partecipa al lutto con numerosi messaggi sui social.
Il trasferimento ai domiciliari a Milano, ottenuto dopo mesi di richieste legali, è arrivato troppo tardi: Graziano Mesina è morto pochi giorni dopo, senza riuscire a tornare nella sua terra. Affetto da una grave patologia oncologica, aveva rifiutato alcuni accertamenti, ma per i giudici non era incompatibile con il regime carcerario. La vicenda ha riaperto il dibattito sulla sua detenzione: da un lato, le accuse di “vendetta di Stato” mosse dalla Garante dei detenuti Irene Testa; dall’altro, la ferma replica del deputato Salvatore Deidda, che ha ribadito la pericolosità del personaggio. Una storia che, anche dopo la morte, continua a dividere l’opinione pubblica.
Intervista a cura di Alessandra Carta
Caffè Corretto del 15-04-2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina