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Caffè Corretto

Orionidi, cometa di Halley e missione MMX: il cielo di ottobre

micMassimiliano Rais e Manuel Floristoday21 Ottobre 2026

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Astronomia, dalle Orionidi alla missione MMX: Manuel Floris spiega i fenomeni celesti

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    Orionidi, cometa di Halley e missione MMX: il cielo di ottobre Massimiliano Rais e Manuel Floris

L’astronomia offre uno sguardo diverso sulla Terra e sulle sue preoccupazioni, invitandoci a riscoprire le meraviglie dell’universo. Manuel Floris, direttore scientifico del Planetario dell’Unione Sarda, ha raccontato a Radiolina i fenomeni celesti di ottobre, soffermandosi sullo sciame meteorico delle Orionidi. Queste stelle cadenti sembrano provenire dalla costellazione di Orione e raggiungono il massimo in autunno, quando la costellazione sorge nelle ore notturne. Floris ha spiegato: «Sono molto veloci e di conseguenza lasciano delle scie molto lunghe e persistenti». Le condizioni meteorologiche permettendo, l’osservazione è favorita dopo la mezzanotte.

Cometa (Pixabay)

La cometa di Halley e il ritorno delle stelle cadenti

Le Orionidi sono legate alla celebre cometa di Halley, che ha attraversato il Sistema Solare interno nel 1986 e tornerà nel 2061. Ogni anno la Terra incontra i frammenti lasciati dalla cometa, che bruciano nell’atmosfera generando scie luminose. Floris ha ricordato l’importanza della scoperta di Edmund Halley, che comprese come alcune comete tornassero periodicamente. «Noi incrociamo ogni anno i frammenti di questa cometa e, quando li incrociamo, cadono sulla Terra bruciando nell’atmosfera e liberando queste bellissime scie», ha spiegato il direttore scientifico. Nei primi giorni di novembre, inoltre, sarà possibile osservare anche lo sciame meteorico delle Leonidi.

Missione MMX, il Giappone studia le lune di Marte

L’esplorazione spaziale guarda anche a Phobos e Deimos, le due piccole lune di Marte, al centro della missione giapponese MMX. L’obiettivo è studiarne le caratteristiche e raccogliere campioni dalla superficie di Phobos, utilizzando anche un rover sviluppato in Europa. Il materiale raccolto dovrebbe raggiungere la Terra nel 2031, offrendo nuove informazioni sull’origine di questi corpi celesti. Floris ha sottolineato il valore scientifico dell’impresa: «È una missione importante perché è la prima volta che riporteremo, se tutto andrà bene, campioni dall’ambiente di Marte». La missione potrebbe contribuire a chiarire la formazione delle lune marziane e la storia del pianeta rosso.

Manuel Floris, astrofisico e direttore de Il Planetario de L’Unione Sarda

Il Planetario e i giovani: educazione scientifica e divulgazione

Il Planetario dell’Unione Sarda continua a coinvolgere studenti di diverse età attraverso visite e attività dedicate alla scoperta dell’universo. Tra le iniziative figura Diario di Bordo, un progetto che invita le scuole a realizzare articoli o contenuti social dopo l’esperienza al Planetario. Gli elaborati potranno raccontare ciò che gli studenti hanno imparato e immaginato durante la visita. Floris ha riassunto così la missione educativa: «Dobbiamo allargare gli orizzonti dei nostri ragazzi». Il divulgatore ha inoltre richiamato l’importanza di affidarsi a fonti attendibili per comprendere correttamente i fenomeni astronomici, ricordando che osservare il cielo resta un’esperienza accessibile e straordinaria.

Intervista a cura di Massimiliano Rais

Caffè Corretto del 21-10-2026

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