• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_right“Passi di Gusto”, quattro tappe lungo il Cammino di Santa Barbara
play_arrow

Interviste

“Passi di Gusto”, quattro tappe lungo il Cammino di Santa Barbara

micAndrea Sechi, Mauro Usaitoday7 Ottobre 2026

Sfondo
share close

Passi di Gusto, quattro tappe tra sapori, miniere e paesaggi lungo il Cammino di Santa Barbara

  • cover play_arrow

    “Passi di Gusto”, quattro tappe lungo il Cammino di Santa Barbara Andrea Sechi, Mauro Usai

Quattro appuntamenti tra costa, montagna, foreste e tradizioni enogastronomiche accompagneranno la scoperta dei territori attraversati dal Cammino minerario di Santa Barbara, attraverso il format Passi di Gusto. L’iniziativa unisce trekking, gastronomia, cultura mineraria e valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di promuovere un turismo lento capace di contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta turistica. Mauro Usai, sindaco di Iglesias e presidente della Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara, ha spiegato così il significato dell’iniziativa: «Sono quattro appuntamenti organizzati in alcune tappe del Cammino di Santa Barbara, che conta 35 tappe e circa 500 chilometri ad anello, con partenza e arrivo a Iglesias».

Da Masua a Buggerru (dal sito Cammino Minerario di Santa Barbara)

Quattro tappe lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara per raccontare territori diversi

Gli appuntamenti di Passi di Gusto saranno distribuiti in alcuni dei luoghi più rappresentativi del percorso, mettendo in evidenza la grande varietà paesaggistica e culturale del territorio minerario. Ogni tappa proporrà esperienze gastronomiche capaci di collegare territorio, memoria e identità locale. Usai sottolinea proprio questa caratteristica del percorso: «È una grande infrastruttura culturale che convive con le sue diversità e con paesaggi che cambiano da tappa a tappa».

Buggerru apre il percorso sulla costa

La prima tappa sarà Buggerru, località centrale della Costa delle Miniere, dove il programma alternerà momenti dedicati al cammino, degustazioni e incontri con chef e operatori del settore. La gastronomia diventerà così uno strumento per conoscere più profondamente l’identità mineraria. Secondo il presidente della Fondazione, «I Passi di Gusto si alterneranno a momenti di degustazione, con l’intervento di chef e operatori del settore», creando un collegamento diretto tra esperienza turistica e produzioni locali.

La cucina mineraria racconta la memoria

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa sarà il rapporto tra cucina e storia mineraria, attraverso piatti e tradizioni che raccontano condizioni di vita, lavoro e adattamento delle comunità locali. Usai evidenzia questo legame con particolare chiarezza: «Attraverso la tavola si possono scoprire gli elementi più caratteristici di una cultura mineraria che parla di un lavoro povero e di una cucina che si è dovuta adeguare a quello standard di vita».

Da Villacidro alle foreste del Montimannu

Dopo Buggerru, il calendario porterà Passi di Gusto a Villacidro, in un ambiente completamente differente rispetto alla costa. Il percorso entrerà infatti in un contesto montano, caratterizzato dalle foreste e da una forte componente naturalistica. Il presidente della Fondazione descrive questa trasformazione territoriale spiegando: «Si prosegue a Villacidro, quindi in un contesto completamente diverso, non più quello costiero, ma quello montano, a Montimannu».

Carloforte tra Carignano e tonno

Un’altra tappa sarà dedicata a Carloforte, dove il percorso gastronomico incontrerà alcune delle produzioni e delle tradizioni più rappresentative dell’isola. Qui Carignano e tonno diventeranno protagonisti di un racconto diverso, ma profondamente legato alla storia del lavoro. Usai sottolinea il valore di questa connessione: «A Carloforte naturalmente il Carignano e il tonno si incontrano in un percorso che, anche dal punto di vista storico, è molto diverso da quello del Sulcis-Iglesiente e Guspinese».

Il mare e la miniera condividono una storia

La storia di Carloforte, secondo Usai, dialoga comunque con quella delle comunità minerarie. Pescatori e lavoratori del mare condividevano infatti fatica, sacrificio e relazioni economiche e sociali con il mondo delle miniere. Il presidente della Fondazione ricorda: «I garanzieri e tutti coloro che lavoravano in mare erano stretti collaboratori, quasi compagni dei minatori, con cui condividevano fatica, sudore e una cultura».

Un linguaggio comune in tutto il mondo minerario

Il progetto assume così una dimensione che supera i confini della Sardegna. Secondo Usai, i territori minerari presentano elementi culturali ricorrenti, dagli usi e costumi fino alla simbologia legata al lavoro. La sua riflessione è particolarmente significativa: «La caratteristica importante dei luoghi di miniera è che si parla la stessa lingua: gli usi, i costumi sono gli stessi e anche la simbologia».

I martelli simbolo di una memoria universale

Tra i simboli più riconoscibili della cultura mineraria ci sono i due martelli incrociati, spesso presenti agli ingressi delle miniere. Un’immagine semplice, ma capace di evocare immediatamente una storia condivisa da comunità minerarie molto lontane. Usai conclude sottolineando il valore universale di questo patrimonio: «In ogni cancello all’ingresso di una miniera troviamo i due martelli: già questo rappresenta, a livello estetico, un linguaggio comune e una storia che oltrepassa i confini geografici».

Turismo lento e destagionalizzazione

Oltre alla valorizzazione gastronomica e culturale, Passi di Gusto si inserisce nella strategia di promozione del Cammino minerario di Santa Barbara come strumento di turismo sostenibile. L’obiettivo è distribuire i flussi turistici durante tutto l’anno, valorizzando territori spesso meno frequentati fuori dalla stagione estiva. Il presidente della Fondazione individua proprio nel turismo lento una delle chiavi del progetto: «L’obiettivo del Cammino è creare sostenibilità e i presupposti perché il turismo lento sia veramente lo strumento per destagionalizzare l’offerta turistica del territorio».

Una rete tra paesaggio, gusto e identità

I quattro appuntamenti intendono quindi costruire un racconto unitario attraverso territori profondamente differenti, mettendo insieme cammino, gastronomia, paesaggio, memoria mineraria e comunità locali. Un modello che punta a trasformare l’esperienza del viaggio in una scoperta culturale. Come sintetizza Mauro Usai, «Tutti gli appuntamenti saranno scanditi da questi bellissimi momenti», capaci di collegare la dimensione del cammino con quella della tavola e con la storia dei territori attraversati.

Intervista a cura di Andrea Sechi

La Strambata del 07-10-2026

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina


IntervisteLa Strambata