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Perché Fabrizio Corona è sparito dai social? Ecco le motivazioni Enzo Asuni e Andrea Sechi
I profili social di Fabrizio Corona e del progetto Falsissimo.it sono stati oscurati nelle ultime ore da Meta e TikTok, provocando la scomparsa improvvisa di una community digitale da oltre 4,5 milioni di follower.

Da questa mattina le pagine di Fabrizio Corona attive su Instagram e Facebook non risultano più disponibili. Anche su TikTok i collegamenti agli account sono stati rimossi. Rimane invece visibile — e al momento pienamente operativo — il canale YouTube, che potrebbe ora diventare il principale hub di comunicazione del format.
L’impatto dell’oscuramento è rilevante anche dal punto di vista numerico. Al momento del blocco:
l’account Instagram personale di Fabrizio Corona contava 2.338.672 follower
il profilo Instagram di Falsissimo.it aveva 1.117.408 follower
la pagina Facebook raggiungeva 891.000 follower
l’account TikTok registrava 188.600 follower
Una platea complessiva superiore ai 4,5 milioni di utenti svanita in poche ore.
Secondo un’analisi di Arcadia, società specializzata in comunicazione digitale, si tratta di una delle rimozioni social più impattanti in Italia per volume di pubblico coinvolto, con effetti immediati sulla distribuzione dei contenuti e sull’ecosistema di visibilità del creator.

Al momento continua a essere attivo il canale YouTube legato a Corona e a Falsissimo, che conta 1.030.000 iscritti. È probabile che nei prossimi giorni la piattaforma assorba parte dell’attenzione e del traffico migrato dagli altri canali chiusi.
YouTube potrebbe quindi trasformarsi nel principale spazio di pubblicazione del progetto, diventando il punto di riferimento per la community rimasta senza accesso agli altri profili.
Le rimozioni arrivano dopo le azioni legali avviate da Mediaset per presunte violazioni di copyright, diffamazione e contenuti ritenuti lesivi. Le piattaforme avrebbero applicato le proprie policy interne sugli standard della community.
Un portavoce di Meta ha confermato che la decisione è legata a “violazioni multiple delle linee guida”.
La rimozione non risulterebbe collegata a un provvedimento diretto della magistratura penale.
Il legale di Fabrizio Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, ha parlato di un rischio per la libertà di espressione, definendo l’operazione una forma di censura. La vicenda riapre così il dibattito sul rapporto tra piattaforme digitali, diritto d’autore e limiti della comunicazione online.
Resta da capire se gli account potranno essere ripristinati o se la chiusura sarà definitiva. Nel frattempo il caso rappresenta un precedente significativo sul potere delle piattaforme nel ridisegnare, in poche ore, la presenza digitale di figure pubbliche con milioni di follower.
A cura di Enzo Asuni nella rubrica Social Trends.