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Perché si dice “Avere il sangue blu”? Origini, significato e curiosità

today30 Ottobre 2024 490 1

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Da dove nasce l’espressione “Avere il sangue blu?”

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    Perché si dice “Avere il sangue blu”? Origini, significato e curiosità Enzo Asuni e Simona De Francisci

Perché si dice avere il sangue blu? L’espressione “avere il sangue blu” è un modo di dire popolare che usiamo per indicare le nobili origini di una persona. Ma qual è la vera origine di questa espressione? Questo detto ha radici che affondano nella Spagna medievale, un’epoca in cui la divisione tra classi sociali era molto marcata e in cui il colore bluastro delle vene, visibile sotto la pelle pallida dei nobili, divenne simbolo di aristocrazia.

Futuro Sovrano, immagine simbolo

Origini storiche e sociali del “sangue blu”

L’origine dell’espressione “sangue blu” è legata a un aspetto sociale: nella Spagna medievale, chi apparteneva alla nobiltà aveva generalmente la pelle molto chiara, non esposta al sole e quindi non abbronzata. La carnagione pallida permetteva di vedere più chiaramente le vene, che sembravano bluastre sotto la pelle. L’assenza di abbronzatura era infatti un segno distintivo di chi apparteneva a un ceto sociale elevato, in quanto chi svolgeva lavori manuali, come contadini e artigiani, era solitamente esposto al sole e mostrava una pelle più scura.

Lo storico britannico Robert Lacey sottolinea che in Spagna, oltre all’aspetto economico, l’appartenenza a una classe sociale elevata emergeva anche dal pallore della pelle, evidente nei nobili e negli appartenenti al clero. In quell’epoca, il pallore simboleggiava una condizione privilegiata, espressione di benessere e agio, mentre l’abbronzatura era considerata segno di fatica e lavoro fisico.

“Limpieza de sangre”: la purezza del sangue e il concetto di “sangre azul”

Nella Spagna medievale esisteva anche il concetto di limpieza de sangre, ovvero “purezza di sangue”, che indicava una genealogia priva di legami con gruppi considerati impuri o non cristiani, come i Mori e gli Ebrei, soprattutto durante il periodo della Santa Inquisizione. La “purezza di sangue” non rappresentava solo un aspetto religioso, ma anche l’assenza di connessioni con le classi sociali inferiori. Solo in questo caso si poteva parlare di “sangre azul”, un termine che designava sangue aristocratico e puro.

L’ipotesi della malattia ereditaria: l’emofilia e il “sangue blu”

Un altro possibile significato legato al “sangue blu” riguarda una patologia nota come emofilia, o “malattia dei re”, diffusa tra le famiglie nobili europee a causa dei matrimoni tra consanguinei, volti a preservare la limpieza de sangre. L’emofilia provoca problemi di coagulazione, che causano lividi ed emorragie, a volte visibili come gonfiori bluastri. Questo aspetto potrebbe aver contribuito all’associazione tra il sangue blu e la nobiltà.

Dal privilegio al fascino dell’abbronzatura

Oggi, sebbene l’abbronzatura sia vista come segno di benessere e salute, nel Medioevo era il pallore a simboleggiare l’elevatezza sociale e la nobiltà. L’espressione “avere il sangue blu” è quindi un retaggio storico e culturale che ci riporta a un’epoca in cui l’aristocrazia si riconosceva anche dalla pelle chiara e dalle vene bluastre, simbolo di una vita priva di lavori manuali e contrassegnata dal privilegio.

A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.

La Strambata del 30-10-2024

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