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Persone fragili, nasce “In Bonas Manus”: sostegno per rafforzare gli amministratori di sostegno in Sardegna Fabio Leoni
La tutela delle persone fragili rappresenta una delle sfide sociali più rilevanti per i territori locali e coinvolge istituzioni, famiglie e servizi pubblici. Il progetto “In Bonas Manus” nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo degli amministratori di sostegno e creare una maggiore cultura della protezione sociale. L’iniziativa sarà presentata alla Fondazione di Sardegna di Cagliari e coinvolgerà un ampio territorio dell’Area Ovest. Marina Madeddu, sindaca di Villa San Pietro ha sottolineato il valore dell’iniziativa dichiarando: “L’amministratore di sostegno è una figura che affianca, non sostituisce, le persone che vivono una situazione di fragilità.“

L’amministratore di sostegno rappresenta uno strumento previsto dall’ordinamento per accompagnare persone che affrontano fragilità fisiche, psicologiche o sociali nella gestione quotidiana della propria vita. Questa figura può essere ricoperta da familiari, professionisti, volontari oppure cittadini disponibili a offrire competenze e supporto concreto. Nonostante la sua importanza, resta ancora poco conosciuta da gran parte della popolazione. Marina Madeddu ha spiegato: “La figura dell’amministratore di sostegno non è molto conosciuta ed esiste la necessità di promuoverla maggiormente nella collettività.”
Il programma “In Bonas Manus” si sviluppa attraverso tre differenti percorsi pensati per costruire competenze e creare strumenti operativi sul territorio. Una prima fase sarà dedicata alla formazione, con otto incontri e circa trenta ore complessive rivolte a chi desidera assumere questo ruolo delicato. I partecipanti approfondiranno aspetti giuridici, psicologici, contabili e socio-sanitari. Marina Madeddu ha evidenziato un aspetto fondamentale affermando: “È essenziale che chi assume questo ruolo possieda competenze specifiche e sia consapevole di ciò che può fare.”
L’iniziativa viene promossa dal PLUS Area Ovest insieme alla cooperativa sociale Adest e coinvolge una rete territoriale molto estesa. Il sistema comprende Assemini, Capoterra, Decimomannu, Decimoputzu, Domus de Maria, Elmas, Pula, San Sperate, Sarroch, Teulada, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villasor e Villa Speciosa. Il progetto interessa una popolazione ampia e diversificata. Marina Madeddu ha spiegato la dimensione dell’intervento dichiarando: “Eroghiamo servizi per sedici comuni con un bacino complessivo di circa 140.000 cittadini.”
L’aumento dell’età media della popolazione e il progressivo indebolimento delle reti familiari stanno producendo nuove esigenze assistenziali nei territori. Sempre più cittadini affrontano situazioni di vulnerabilità senza poter contare su un sostegno stabile e continuativo. In questo contesto, i comuni diventano punti di riferimento essenziali per orientare e accompagnare chi vive momenti di difficoltà. Marina Madeddu ha evidenziato il tema centrale dell’intervista affermando: “Aumentano le fragilità e diminuisce la rete di sostegno familiare; oggi la vera questione riguarda le persone sole.”
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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