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Pet food: come orientarsi in un settore in forte espansione Radiolina
Il mercato del pet food registra un’espansione senza sosta a livello globale. I dati diffusi dalla società di consulenza Fortune Business Insights prevedono un passaggio dai 135 miliardi di dollari del 2026 a 199 miliardi entro il 2034, registrando un incremento del 48%. Una tendenza ben visibile anche in Italia, con consumi superiori ai quattro miliardi di euro nel 2025, con una spinta data dai prodotti dedicati ai gatti.

A fronte di un’offerta commerciale nel settore pet food sempre più ricca, i consumatori manifestano una diffusa incertezza al momento dell’acquisto. Un’indagine condotta da GlobalPETS rileva che il 57% di chi possiede un gatto incontra forti difficoltà nell’individuare il prodotto ideale. Quasi due persone su tre non riescono a valutare il reale beneficio degli ingredienti riportati sulla confezione. Situazione identica per chi si prende cura di un cane: quasi la metà degli intervistati trova nella dieta l’aspetto più complesso nell’accudimento quotidiano.
Il monitoraggio effettuato attraverso lo Schesir Respect My Nature Index evidenzia come il futuro della nutrizione animale si muova verso la personalizzazione e la ricerca del benessere a lungo termine. Tra i nuovi orientamenti spicca il “Longevity Feeding“, un approccio finalizzato a estendere gli anni di vita dell’animale in condizioni di piena salute. Trovano spazio anche le “Ancestral & Nature-First Diets”, formulazioni che richiamano l’alimentazione selvatica originaria e privilegiano un alto apporto di proteine animali.
A queste si aggiunge il “Pet Biohacking”, che sfrutta la nutrizione per ottimizzare le risposte immunitarie e metaboliche dell’organismo. I proprietari orientano le proprie preferenze verso formule specifiche per razza ed età, esigendo al contempo trasparenza sulla filiera, sostenibilità ambientale e l’impiego di ingredienti derivati dall’economia circolare.
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