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Posidonia al Poetto, ecco come gestirla senza danneggiare le spiagge Manuel Cozzolino
La presenza della Posidonia sulla spiaggia del Poetto continua ad alimentare il confronto tra tutela ambientale, decoro urbano ed esigenze turistiche nel litorale di Cagliari. L’ingegnere cagliaritano Andrea Ritossa, specializzato in opere marittime, ha chiarito subito un aspetto spesso frainteso dai bagnanti e dagli operatori turistici. “Non si tratta di alghe, ma di una pianta fondamentale per l’ecosistema marino e per la difesa naturale delle nostre spiagge”, ha spiegato Ritossa durante l’intervista radiofonica. Secondo l’esperto, la Posidonia svolge una funzione essenziale sia quando cresce sui fondali sia quando arriva sulle coste trasportata dalle correnti marine.

La Posidonia oceanica rappresenta un elemento chiave per la biodiversità marina e contribuisce concretamente alla protezione delle coste dall’erosione provocata dal moto ondoso. Le foglie depositate sulla battigia creano infatti una barriera naturale capace di assorbire l’energia delle mareggiate e limitare la perdita di sabbia lungo il litorale. “Quando arriva sulle spiagge diventa secca, scura e poco gradevole, ma continua comunque a svolgere una funzione fondamentale di protezione”, ha sottolineato Ritossa. L’ingegnere ha ricordato inoltre che la Posidonia costituisce un habitat vitale per numerose specie ittiche durante le fasi di riproduzione e crescita.

Il tema principale resta la compatibilità tra la salvaguardia ambientale e l’economia turistica, soprattutto durante i mesi estivi, quando il Poetto accoglie migliaia di visitatori. Secondo Ritossa, lasciare integralmente la Posidonia sulla spiaggia rappresenta la soluzione ambientalmente più corretta, ma potrebbe creare disagi ai turisti e agli stabilimenti balneari. “Bisogna trovare un equilibrio tra le esigenze ambientali e quelle sociali e turistiche che caratterizzano il nostro territorio”, ha dichiarato l’ingegnere cagliaritano. L’esperto propone quindi una gestione temporanea e controllata del materiale organico durante il periodo di maggiore afflusso turistico.
Tra le possibili soluzioni, Ritossa considera particolarmente efficace lo spostamento temporaneo della Posidonia in aree dedicate della stessa spiaggia, lontane dalle zone più frequentate. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre l’impatto visivo e olfattivo durante l’estate, mantenendo comunque intatta la funzione ecologica e protettiva del deposito naturale. “La soluzione migliore è creare cumuli in punti meno frequentati e riposizionare poi la Posidonia alla fine della stagione”, ha spiegato l’ingegnere. Secondo Ritossa, durante l’estate le mareggiate risultano generalmente meno intense e la funzione protettiva immediata della Posidonia diminuisce temporaneamente.
Nel corso dell’intervista, Ritossa ha ricordato come il Poetto presenti caratteristiche differenti rispetto ad altre spiagge naturali della Sardegna, essendo frutto di un ripascimento artificiale. La struttura della sabbia, più compatta rispetto ai litorali naturali, potrebbe consentire una gestione della Posidonia meno rischiosa dal punto di vista ambientale e morfologico. “Il Poetto è una spiaggia particolare e probabilmente permette interventi più flessibili rispetto ad altri contesti naturali”, ha osservato l’esperto. Ritossa ha comunque evidenziato che ogni spiaggia necessita di studi specifici e dati tecnici prima di pianificare qualunque intervento di rimozione o movimentazione.
L’ingegnere ha infine commentato positivamente la decisione dell’assessorato comunale all’Ambiente di attendere alcune settimane prima di intervenire direttamente sulla Posidonia accumulata al Poetto. Secondo Ritossa, il maestrale previsto nei prossimi giorni potrebbe favorire uno spostamento naturale del materiale organico, riducendo la necessità di operazioni invasive. “Aspettare prima di intervenire è una scelta corretta, perché spesso le correnti naturali risolvono autonomamente gran parte del problema”, ha concluso Ritossa. La questione della Posidonia resta quindi aperta, tra esigenze ambientali, tutela del paesaggio costiero e necessità di mantenere attrattivo il principale litorale urbano di Cagliari.
Intervista a cura di Francesca Figus
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