play_arrow
Ep.10 – Privatizzazione aeroporti in Sardegna, Borlotti: “Stiamo diventando merce di scambio” Nicola Scano
Il sistema degli aeroporti in Sardegna torna al centro del dibattito politico ed economico, con forti perplessità sull’operazione di integrazione industriale proposta dalla Regione. Umberto Borlotti ha dichiarato: “Non capisco quale sia l’urgenza di stravolgere un sistema che oggi funziona senza particolari criticità operative o gestionali.”

Secondo l’ex direttore generale di Sogaer, il sistema aeroportuale sardo rappresenta uno dei pochi ambiti realmente efficienti nell’isola, senza problemi strutturali evidenti. Borlotti ha affermato: “Gli aeroporti sono asset industriali solidi e garantiscono efficienza e sicurezza, quindi modificare questo equilibrio appare una scelta discutibile.”
Uno dei punti più critici riguarda l’ingresso dei fondi privati, attratti dalla redditività e dal potenziale di crescita del traffico passeggeri in Sardegna. Borlotti ha spiegato: “Gli investitori vanno dove possono aumentare gli utili, e il traffico sardo rappresenta un’opportunità economica molto appetibile.”
L’ex dirigente ha ricordato operazioni passate che sollevano dubbi sulla capacità negoziale del territorio rispetto ai grandi investitori finanziari. Borlotti ha sottolineato: “Abbiamo venduto Alghero a meno di dieci milioni con più passeggeri rispetto a Trieste, pagata molto di più con traffico inferiore.”
Uno dei timori principali riguarda la perdita di controllo pubblico su infrastrutture fondamentali per un territorio insulare come la Sardegna. Borlotti ha dichiarato: “Stiamo diventando merce di scambio in operazioni più ampie, con il rischio che gli aeroporti vengano rivenduti tra pochi anni.”
Il modello previsto consentirebbe ai privati di acquisire quote e successivamente rivenderle, mantenendo però le concessioni aeroportuali attive. Borlotti ha evidenziato: “Questa dinamica trasforma gli aeroporti in asset finanziari, scollegati dalle reali esigenze dei territori serviti.”
Un’altra criticità riguarda la mancanza di una strategia industriale chiara e integrata nel piano regionale dei trasporti. Borlotti ha affermato: “Non esiste un vero piano industriale, ma solo uno studio finanziario, e questo è un limite molto grave per il futuro.”
Secondo Borlotti, esistono modelli alternativi che permetterebbero una gestione coordinata senza necessariamente ricorrere alla fusione o alla privatizzazione. Borlotti ha spiegato: “Serve un tavolo di regia regionale che coordini gli aeroporti, lasciando ai gestori il compito di attuare le strategie.”
Tra le preoccupazioni emerge anche l’impatto sul lavoro, con il rischio di riduzione del personale a causa dell’automazione dei servizi aeroportuali. Borlotti ha osservato: “La tendenza è ridurre il personale, sostituendo molti operatori con sistemi automatici, con conseguenze dirette sull’occupazione.”
Nel corso della trasmissione si è parlato anche di famiglia e paternità, in occasione della festa di San Giuseppe. Don Emanuele Meconcelli ha dichiarato: “Un padre deve insegnare a stare dentro la realtà, accompagnando i figli senza imporre modelli o aspettative.”
Secondo il sacerdote, il ruolo del padre oggi è soprattutto quello di presenza costante e sostegno emotivo nelle scelte dei figli. Meconcelli ha sottolineato: “L’errore più grande è non esserci, perché un figlio ha bisogno di un amore che non venga mai meno.”
Infine, l’analisi si è allargata al contesto globale, segnato da tensioni e crescente individualismo. Meconcelli ha concluso: “L’esasperato individualismo rompe i legami e aumenta la paura, mentre la soluzione è recuperare relazioni autentiche e solidali.”
A cura di Nicola Scano – Vicedirettore del TG di Videolina
Puntata del 21/03/2026
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina