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Processo Ciro Grillo: la prima udienza finale slitta a mezzogiorno Giuseppe Valdes
Slitta alle 12:00 la prima delle due udienze finali del processo per violenza sessuale di gruppo che vede imputati Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo, e i suoi tre amici genovesi – Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. La sentenza potrebbe arrivare entro domani sera, al termine delle ultime repliche in aula. A seguire il caso, in diretta da Tempio Pausania per il TG di Videolina, è il giornalista Franco Ferrandu.

L’udienza di oggi, inizialmente prevista per le 10:30 e ora posticipata a mezzogiorno, è considerata cruciale. Il Pubblico Ministero Gregorio Capasso, che aveva già chiesto 9 anni di reclusione per ciascun imputato, potrebbe rinunciare alle controrepliche, accelerando così i tempi della decisione.
Se invece il PM deciderà di replicare, interverrà subito dopo l’avvocata Giulia Bongiorno, legale della studentessa italo-norvegese presunta vittima, seguita dai legali della difesa. Questa sequenza potrebbe far slittare la sentenza a domani o dopodomani. La stessa Bongiorno ha dichiarato che le repliche saranno “estremamente brevi” e che siamo “alle ultime ore di questo lungo processo”.
Il procedimento è iniziato il 16 marzo 2022, ma i fatti contestati risalgono alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, nella villa di Porto Cervo della famiglia Grillo. All’epoca, tutti i protagonisti avevano 19 anni: gli imputati e le due presunte vittime, una studentessa italo-norvegese e una sua amica coetanea.
Secondo Franco Ferrandu, giornalista del TG di Videolina, la vicenda è caratterizzata da grande complessità, con versioni contrastanti e dichiarazioni che si sono modificate nel tempo.
I giudici si trovano di fronte a un compito difficile: valutare fatti non del tutto chiari e un’ingente mole di documenti. In gioco ci sono “tante giovani vite”, con la possibilità di una pesante condanna per i ragazzi, che si dichiarano innocenti, e con le difficoltà psicologiche già affrontate dalla presunta vittima.
Dall’inizio, il processo ha attirato forte attenzione mediatica, con giornalisti nazionali presenti a Tempio Pausania. Sebbene il calo di popolarità politica di Beppe Grillo abbia attenuato la risonanza, la sentenza è destinata a riaccendere il dibattito.
Già in passato, le 1665 domande rivolte alla presunta vittima in aula, descritte come un “clima da medioevo”, avevano generato polemiche. Qualunque sarà l’esito, il caso resterà al centro di discussioni e divisioni. Le udienze si sono svolte in gran parte a porte chiuse, e lo stesso avverrà per la lettura della sentenza qualora la ragazza sia presente.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 02-09-2025
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