play_arrow
Esami di riparazione: prorogate le scadenze all’8 settembre stage@radiolina.it
Gli esami di riparazione potranno svolgersi quest’anno fino all’8 settembre, una proroga concessa dal Ministero rispetto alla scadenza ordinaria del 31 agosto, con le date specifiche lasciate alla decisione delle singole scuole. Questo offre più tempo ai ragazzi rimandati o con il debito da recuperare. In questo contesto, sorge la domanda su come incoraggiare questi studenti. Ne abbiamo parlato con Sergio Nuvoli, giornalista, e Daniela Lucangeli, professoressa di psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Padova.

Sergio Nuvoli, giornalista, suggerisce che l’incoraggiamento passi attraverso la presenza accanto ai ragazzi nel loro percorso scolastico. A tale proposito, Daniela Lucangeli, esperta di psicologia dell’apprendimento, è stata intervistata nell’ambito del progetto “Disperdiamoci”. Promosso dalla provincia di Oristano, l’iniziativa mira a contrastare la dispersione scolastica e sociale tra i giovani dai 14 ai 35 anni, puntando alla valorizzazione delle potenzialità, autonomia e partecipazione attiva.

Il dibattito si sposta poi sul sistema scuola attuale, che si concentra eccessivamente sulla prestazione e sul risultato, un modello riassumibile in “tu insegni, io apprendo, tu verifichi”. Questo approccio rende difficile lo sviluppo di fiducia e rispetto e genera un continuo stress da verifica nei giovani. Nuvoli definisce questa tendenza come un’“aziendalizzazione” del mondo dell’educazione, dove si usano termini come debito o carenza. In Sardegna, il 17% degli studenti abbandona la scuola, un fenomeno spesso chiamato povertà educativa, frequentemente legata agli insuccessi scolastici. Oltre agli insuccessi, esiste un problema più grave di povertà relativa che affligge molti ragazzi, rendendo il percorso scolastico una vera e propria sfida quotidiana.
La professoressa Lucangeli approfondisce il tema dell’abbandono scolastico, spiegando che un individuo che si sente svalutato perde la motivazione a rimettersi in gioco o a fare fatica. Quando la valutazione viene percepita come una svalutazione, il cervello limbico reagisce spingendo a “scappare” dalla passione e dall’impegno. Nessun adulto o bambino trova la spinta a migliorarsi se viene costantemente giudicato.
La riflessione si allarga al rapporto tra adulti e giovani, o tra genitori e figli, evidenziando come la dinamica descritta per la scuola possa riprodursi anche in famiglia. Il vero significato del rapporto educativo non è solo misurare le nozioni apprese, ma trasmettere strategie e metodi di giudizio della realtà. Vi è stata una perdita di questo rapporto sano e autentico, dove l’adulto dovrebbe mostrare la propria esperienza di vita, avere fiducia nella creatività del giovane e scommettere sulle sue capacità. È invece fondamentale recuperare un’alleanza educativa tra scuola e famiglia.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 03-07-2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina