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Quartu, “A pesca di rifiuti”: sub e volontari ripuliscono il mare Giuseppe Valdes
Torna a Quartu Sant’Elena uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla tutela dell’ambiente marino in Sardegna. Sabato 16 maggio andrà in scena a Quartu una nuova edizione di “A pesca di rifiuti”, iniziativa promossa dall’Isula Fishing Club Sardegna con il contributo del Comune di Quartu Sant’Elena e della Fondazione di Sardegna.

L’evento è diventato negli anni un punto di riferimento per volontari, sportivi e ambientalisti. L’obiettivo è ripulire fondali e spiagge dai rifiuti che minacciano il mare della Sardegna. La manifestazione si svolgerà nel tratto costiero di Sant’Andrea, vicino alla Villa Romana e alla Torre omonima.
Si tratta di una delle aree più frequentate del litorale quartese. A guidare l’iniziativa sarà il presidente dell’associazione, Federico Rais. Il progetto è nato nel 2022 ed è arrivato oggi alla sesta edizione. Negli anni ha coinvolto diverse località dell’Isola, tra cui Stintino, Sorso, Calasetta e Pula.
L’obiettivo principale della manifestazione è sensibilizzare cittadini e istituzioni sul problema dell’inquinamento marino da macro rifiuti. Una delle emergenze ambientali più gravi anche per il mare della Sardegna.
Durante le varie edizioni i volontari hanno recuperato grandi quantità di rifiuti dai fondali. Tra gli oggetti trovati più spesso ci sono pneumatici, bottiglie, plastica, buste e attrezzi da pesca trascinati in mare dalle mareggiate.
Federico Rais ha spiegato che vengono recuperate frequentemente anche reti da pesca e nasse abbandonate. Materiali che continuano a intrappolare e uccidere pesci anche dopo essere stati persi in mare. Un fenomeno conosciuto come “pesca fantasma” e molto pericoloso per la biodiversità marina.
L’Isula Fishing Club Sardegna si occupa soprattutto di pesca in apnea, formazione e sicurezza subacquea. Negli anni, però, ha scelto di promuovere anche una nuova idea di pescatore sportivo, più attento alla tutela ambientale. Secondo Rais, il “pescatore 2.0” deve collaborare con biologi e ambientalisti. Deve diventare una vera sentinella del mare, capace di monitorare i fondali e segnalare situazioni di degrado.
La giornata coinvolgerà sia il mare che la spiaggia. I partecipanti potranno raccogliere rifiuti in acqua oppure lungo il litorale di Sant’Andrea. La formula utilizzata sarà quella federale FIPSAS, con ingresso da terra a nuoto.
I sub in apnea recupereranno i rifiuti dal fondale usando appositi retini agganciati alle boe di segnalazione. Al termine dell’attività il materiale raccolto verrà catalogato e smaltito secondo le procedure concordate con il Comune.
L’evento è gratuito e aperto a tutti. Chi vuole partecipare alla raccolta in acqua dovrà registrarsi sul sito ufficiale dell’associazione per motivi assicurativi legati alla copertura FIPSAS. Chi invece preferisce aiutare dalla spiaggia potrà presentarsi sabato mattina alle ore 9 nel piazzale della Villa Romana di Sant’Andrea.
Ai volontari verranno distribuiti guanti, sacchi e magliette. Accanto all’Isula Fishing Club Sardegna sarà presente anche Cittadinanza Attiva OIKOS, da anni impegnata nelle attività di clean up ambientale lungo le coste del Cagliaritano.
Uno dei momenti più importanti della giornata sarà la liberazione in mare di una tartaruga Caretta Caretta. L’animale era stato soccorso dopo aver ingerito plastica ed è stato curato prima del ritorno nel suo habitat naturale.
All’evento parteciperà anche un team di biologi marini. Gli esperti analizzeranno quantità, tipologia e distribuzione dei rifiuti recuperati durante il clean up subacqueo. L’iniziativa rientra in un percorso di collaborazione internazionale legato ai progetti europei Remedies e AZA4ICE, dedicati alla tutela ambientale e alla lotta contro l’inquinamento marino.
Il Comune di Quartu Sant’Elena sostiene il progetto come parte della propria strategia di sviluppo del turismo ambientale e costiero. “A pesca di rifiuti” si conferma così non solo una giornata di pulizia dei fondali, ma anche un importante evento di educazione ambientale, cittadinanza attiva e tutela del mare della Sardegna.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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