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Ritorno dall’era glaciale: la scienza riporta in vita “metalupi” Cristian Asara
Un ruggito primordiale squarcia il silenzio in un’area protetta segreta: tre cuccioli, battezzati con nomi evocativi come Romolus, Remus e Khaleesi, sono venuti alla luce, portando con sé l’eco di un’era geologica lontana.
Questi non sono lupi comuni; la loro esistenza è un audace esperimento scientifico, un tentativo di riportare in vita il temuto “metalupo” (Aenocyon dirus), una specie estinta da oltre 10.000 anni, resa celebre dalla saga fantasy “Il Trono di Spade”.
La rivista americana Time ha svelato in esclusiva questa incredibile storia, frutto del lavoro pionieristico della Colossal Biosciences, l’azienda statunitense che solo poche settimane fa aveva annunciato la nascita di topolini lanosi creati con il DNA di mammut preistorici. Questa volta, i ricercatori hanno estratto materiale genetico da resti fossili di “dire wolf” risalenti a millenni fa – un dente ritrovato in Ohio e un osso auricolare dall’Idaho.
Invece della clonazione tradizionale, gli scienziati hanno isolato e riscritto 14 geni chiave del nucleo cellulare da tracce di sangue sui reperti. Questo nucleo modificato è stato poi impiantato in ovuli denucleati, creando embrioni che sono stati fatti sviluppare in uteri di cani segugio selezionati come madri surrogate. Il risultato? Tre cuccioli distinti, nati in gravidanze separate tra l’ottobre 2024 e il gennaio 2025, ognuno con le caratteristiche distintive del loro antenato: mantello bianco, spalle robuste, denti e mascelle potenti, zampe muscolose e un ululato che, secondo l’azienda, è il primo udito da millenni.

L’entusiasmo per questa “de-estinzione” è palpabile, con persino Elon Musk che ha condiviso la notizia sui social media, incitando Colossal Biosciences a replicare l’impresa con un cucciolo di mammut lanoso. Ma al di là della spettacolarità dell’evento, l’obiettivo dell’azienda è più profondo: utilizzare queste tecniche avanzate non solo per riportare in vita specie estinte, ma anche per preservare quelle attualmente a rischio, potenziandone il patrimonio genetico per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo.
I cuccioli sono, di fatto, ibridi di lupo grigio geneticamente modificati per assomigliare al “dire wolf”, ma non rappresentano la specie estinta nella sua integralità, sia a livello genetico che per la mancanza del contesto ambientale e sociale in cui vivevano i loro antenati.
Per ora, Romolus, Remus e Khaleesi vivono in una vasta riserva naturale recintata, sotto l’attenta supervisione di un team veterinario. Vengono nutriti con carne grezza per stimolare i loro istinti predatori, sebbene la caccia a prede vive non sia ancora stata introdotta. Nella stessa area, ma in recinti separati, si trovano anche esemplari di lupo rosso, un’altra specie su cui Colossal Biosciences sta concentrando i propri sforzi di conservazione.
Il futuro di questi “metalupi” è incerto. Un rilascio in natura è improbabile nel breve termine, poiché è necessario valutare attentamente il loro comportamento e il potenziale impatto sull’ecosistema locale. Il rischio di introdurre specie aliene geneticamente modificate è troppo alto. Tuttavia, non è escluso che le future generazioni di questi affascinanti animali possano un giorno vagare libere, portando con sé un pezzo di storia evolutiva resuscitata dalla tenacia della scienza. Il dibattito sul significato e le implicazioni di questa “de-estinzione” è solo all’inizio, ma una cosa è certa: il confine tra passato e presente nel regno della vita si è fatto improvvisamente molto più labile.
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