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Roberto Saviano protagonista al Teatro Massimo di Cagliari

today27 Novembre 2025 78

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Saviano a Cagliari racconta la storia di Rossella Casini: “L’amore non muore mai”

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    Roberto Saviano protagonista al Teatro Massimo di Cagliari Mariangela Lampis, Roberto Saviano

Roberto Saviano è tornato a Cagliari con lo spettacolo “L’amore mio non muore mai”, dedicato alla vicenda di Rossella Casini, raccontata ieri e oggi al Teatro Massimo. Lo scrittore spiega che «Sono felice di essere a Cagliari per poter raccontare questa storia incredibile, dove l’amore di una ragazza sfida il potere criminale».

Roberto Saviano – foto da Instagram

Saviano al Teatro Massimo: un amore più forte della violenza

Saviano descrive Rossella come una giovane che trova nell’amore la forza per reagire alla manipolazione e al controllo. Lo scrittore sottolinea che «Quando si ama, e per questo l’amore non muore, si ottiene un’energia nuova e un coraggio al limite dell’incoscienza». Il racconto torna così a dare voce a una vicenda rimasta troppo a lungo dimenticata.

L’origine della storia e la memoria salvata dall’oblio

La storia di Rossella riemerge grazie a un lavoro paziente e accurato, costruito attraverso archivi minimi e testimonianze rare. Saviano ricorda che «Grazie a Libera e a pochissime persone la sua memoria è sopravvissuta a un oblio vero, con una sola foto rimasta nel suo libretto universitario». Da qui nasce il romanzo “L’amore mio non muore”, in cui vita privata e vicenda criminale si intrecciano in modo straordinario.

Saviano, Teatro Massimo: tra innocenza e determinazione

Nel romanzo e nello spettacolo, Rossella appare come un personaggio unico, sospeso tra innocenza e determinazione. Saviano afferma che «Ci sono scene che sembrano sceneggiature e io non avrei mai potuto inventare un cambio di scenari così continuo». Il suo ritratto unisce tratti da giovane idealista a un coraggio quasi epico, ricordando figure simboliche come Giovanna d’Arco.

La Sardegna e la realtà criminale che molti non vogliono vedere

Saviano affronta anche il tema della criminalità in Sardegna, spesso percepita come marginale o inesistente. Lo scrittore osserva che «La Sardegna vive una sindrome italiana, quella di credere che mare e tradizioni possano coprire crimini e corruzione». Descrive un territorio esposto a narcotraffico, riciclaggio e assalti ai portavalori, con gruppi locali che collaborano con camorra, ’ndrangheta e reti internazionali.

Illuminare le ferite come atto di crescita civile

Saviano invita il pubblico sardo a non respingere chi denuncia, ma a trasformare la consapevolezza in crescita collettiva. Conclude ricordando che «Illuminare le ferite aiuta il territorio a migliorare, e non dovrebbe indispettire chi ama davvero questa terra». Il suo spettacolo diventa così un’occasione per riflettere sul presente, oltre che per restituire dignità alla memoria di Rossella.

Intervista a cura di Mariangela Lampis
La Strambata del 27-11-2025

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