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Roland Ratzenberger e Ayrton Senna: 30 anni dalla loro scomparsa Luca Neri, Nicola Sotgia
Il 30 aprile ed il primo maggio del 1994, sul circuito di Imola, perdevano la vita Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. Il primo, pilota austriaco alla sua terza gara in F1, perse la vita al sabato, durante le qualifiche, dopo un brutto incidente in variante Villeneuve. Il secondo, leggenda delle vetture a ruote scoperte, perì il giorno dopo, complice la rottura del piantone dello sterzo in curva Tamburello. In occasione del trentennale dalla loro scomparsa, Nicola Sotgia – autore per Fuori Pista – ospite di Radiolina, ha parlato del weekend più nero della Formula 1.

Un fine settimana all’insegna della tragedia, iniziato con il terribile incidente occorso a Rubens Barrichello, durante le prove libere del venerdì. Il brasiliano, all’epoca pilota della Jordan, sbatté violentemente contro le barriere in variante alta, facendo temere il peggio. Soccorso immediatamente, ne uscì fortunatamente illeso, con diverse abrasioni e traumi sul corpo (per la maggior parte sul viso). Un preludio al tremendo botto di Roland Ratzenberger che, durante le qualifiche del sabato, in prossimità della variante Villeneuve perse un pezzo dell’ala anteriore (probabilmente dovuto a un contatto sul cordolo) finendo contro le protezioni. Un impatto troppo forte che, a causa dell’eccessiva decelerazione, non diede scampo al nativo di Salisburgo.
Un destino incrociato con quello di Ayrton Senna, icona e leggenda della Formula 1. Il tre volte Iridato, deciso a dare una svolta al suo campionato – iniziato in sordina tra i problemi di guidabilità della Williams – conquista la pole position proprio nel giorno della perdita di Ratzenberger. Purtroppo, alla domenica, durante il settimo giro della gara, il piantone dello sterzo cedette nell’ingresso della curva Tamburello, lasciando Senna “passeggero” della propria vettura. L’impatto fu violentissimo e, causa volle che un detrito della sospensione anteriore destra perforò la visiera dell’asso brasiliano, creando una grave emorragia all’altezza del sopracciglio destro. Con lui volò via il campione, la leggenda di questo sport, ma soprattutto un uomo dal grande carattere, icona e beniamino della propria nazione.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 02-05-2024