play_arrow
“Sa Cordula”: da Alessandro Borghese ai detti in sardo Enzo Asuni, Giulio Zasso e Michele Ruffi
Se non conoscevate sa cordula sarda ne avrete sicuramente sentito parlare in relazione alla notizia che ha visto come protagonista il famoso cuoco televisivo Alessandro Borghese. Il cuoco in questione, in seguito a una domanda posta in televisione sulla situazione più spiacevole che gli fosse mai capitata, ha raccontato un episodio avvenuto in Sardegna. La domanda posta ad Alessandro Borghese è stata ovviamente fatta in relazione alle registrazioni delle puntate di “4Ristoranti” e lui risponde senza esitare: “In Sardegna”.

Per chi non lo sapesse sa cordula (anche nota come treccia) è un piatto che deve il suo nome all’intreccio degli intestini (di agnelli e capre). Pare che gli sia stata servita una treccia non pulita perfettamente. Il cuoco ha raccontato di aver vomitato perché aveva sapore di escrementi (è pur sempre un intestino).
Su L’Unione Sarda.it leggiamo: Lo chef e conduttore tv, che ha girato tutta Italia per il suo seguitissimo programma, lo ha rivelato ai microfoni di “2046”, il podcast di Fabio Rovazzi e Marco Mazzoli. Le parole di Alessandro Borghese: «C’erano due o tre pastori di quelli seri. In più c’era un giovane pastore che era guardato con un po’ di scetticismo dagli altri. Durante l’ultima cena della trasmissione, andiamo proprio da lui. Ordiniamo sa Cordula, piatto che consiste nell’intestino tenue dell’agnello avvolto su se stesso, al cui interno c’è ancora il chimo, il latte. Il problema – ha proseguito Borghese – è che l’intestino devi pulirlo bene, perché è pieno di escrementi». Poi il racconto continua: «Quando il piatto arriva a tavola, gli altri pastori tirano su la testa facendo strane smorfie. Io chiedo: “Cos’è successo? C’è odore?”. “Sì”, mi rispondono. “Di che?”, replico. “Sa di me**a!”, rispondono. Noi però eravamo in trasmissione, davanti alle telecamere. Allora tagliamo la carne e ci mangiamo un pezzetto. E purtroppo sì, era così e sono scappato dietro a un capanno a vomitare».
Dell’argomento in questione ne ha parlato Gianni Zanata, giornalista, nella sua rubrica in sardo che esce sui social network de L’Unione Sarda e di Sardegna1 in cui ogni martedì ci racconta qualche aneddoto in lingua sarda. Ha approfittato del racconto della vicenda di Borghese per parlarci di un famoso detto in sardo che ha a che fare proprio con la cordula: “Fai sa cordula ae sa musca” (Fare la treccia della mosca). Un modo di dire che si usa per riferirsi a qualcuno che è molto avaro o per chi è molto pignolo.
Visualizza questo post su Instagram
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina