play_arrow
Sa Die de sa Sardigna 2026, il cammino della rivoluzione sarda tra memoria, giovani e identità Mariangela Lampis e Nicola Piu
Il percorso verso Sa Die de sa Sardigna si arricchisce di eventi diffusi, grazie all’impegno dell’Assemblea Nazionale Sarda guidata da Nicola Piu. Il calendario attraversa territori e comunità, includendo iniziative culturali e simboliche anche fuori dall’isola, tra Bologna e Parigi. «Il cammino della rivoluzione sarda unisce linguaggi diversi e coinvolge territori anche oltre la Sardegna», afferma Piu, sottolineando l’importanza della memoria storica condivisa. Questo percorso prepara il terreno alle celebrazioni principali, rafforzando identità e partecipazione attiva tra cittadini e nuove generazioni.

Il 27 aprile rappresenta un momento centrale con la commemorazione a Palabanda, seguita dal Premio Sa Die e da una fiaccolata partecipata. L’iniziativa culmina con un flash mob al Bastione, accompagnato dall’Innu Sardu e dalla bandiera simbolo dell’identità isolana. «La fiaccolata è diventata un appuntamento identitario che cresce ogni anno e coinvolge sempre più persone», spiega Piu, evidenziando la continuità con le edizioni precedenti. L’evento unisce memoria e presenza collettiva, creando un ponte tra storia e contemporaneità attraverso gesti simbolici e partecipazione pubblica.
Tra le iniziative più innovative emerge il viaggio della bandiera sarda, portata in luoghi simbolici come Cala Gonone e il Montalbo, fino a eventi sportivi urbani. Il progetto coinvolge giovani e associazioni, rafforzando il legame tra cultura e territorio. «Sta cambiando la percezione della rivoluzione sarda, anche grazie al crescente interesse dei giovani», dichiara Piu, evidenziando un’evoluzione nel racconto storico. Questo approccio dinamico favorisce una nuova consapevolezza collettiva, rendendo la storia parte viva dell’identità contemporanea e stimolando una partecipazione sempre più ampia.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina