play_arrow
Sa Pipia de Caresima: il pane Pasquale Sardo dalla forma unica Fabio Leoni
Insieme ad Enzo Asuni, social media manager de L’Unione Sarda, esploriamo una tradizione pasquale sarda ormai quasi sconosciuta: Sa Pipìa de Caresima, un pane particolare che rappresenta una bambina con 7 gambe. Questo pane, un tempo protagonista delle settimane di Quaresima, è oggi quasi dimenticato ma continua a resistere nella memoria e nelle abitudini di alcune famiglie sarde che si sforzano di mantenerne viva l’antica usanza.
Visualizza questo post su Instagram
Sa Pipia de Caresima, il cui nome richiama il periodo della Quaresima, nasceva tradizionalmente durante S’Arretiru, la fine del Carnevale. Questa bambola di pane dalla forma caratteristica, rappresentata con sette gambe, era un modo per le famiglie sarde di segnare il passare delle settimane quaresimali. Ogni domenica, una delle sette gambe veniva staccata, fino alla Pasqua, quando la bambina completa veniva bruciata, simboleggiando così la fine del periodo di penitenza e l’avvento della resurrezione.

L’Isola della Sardegna è rinomata per le sue ricche tradizioni e usanze, che spesso rappresentavano un modo per tenere unite le comunità e trasmettere valori e significati profondi attraverso la generazioni. Sa Pipia de Caresima non è solo un pane pasquale, ma un simbolo di questo legame tra passato e presente, tra comunità e famiglia.
Oltre alla sua forma peculiare, era accompagnata in alcune zone della Sardegna da un’altra figura, Giuanni Spadinu, un signorotto armato di spada che proteggeva la bambina dai pericoli e dalle insidie. Questa rappresentazione simbolica aggiungeva un ulteriore strato di significato alla tradizione, enfatizzando l’importanza della protezione e della solidarietà durante il periodo quaresimale.
Sebbene sia ormai quasi sconosciuta al di fuori delle comunità più tradizionali della Sardegna, c’è un crescente interesse per il recupero e la valorizzazione di queste antiche usanze. Attraverso iniziative di divulgazione e promozione della cultura locale, è possibile che questa tradizione pasquale unica possa vivere una nuova rinascita e continuare a ispirare e affascinare le generazioni future.
Intervista a cura di Veronica Fadda
Caffè Corretto del 29-03-2024