La Basilica di Saccargia circondata dalle pale eoliche. Il capolavoro del romanico-pisano eretto nel XII secolo, è minacciata dal progetto di repowering degli impianti eolici. Questo intervento prevede la sostituzione delle attuali 51 torri con 27 nuove turbine, molto più alte e invasive, che raggiungeranno un’altezza massima di circa 180 metri. Nello specifico, le nuove installazioni avranno un’altezza del mozzo compresa tra 107,5 e 114 metri, con un diametro del rotore fino a 145 metri. Il punto con il giornalista di Unionesarda.it Enrico Fresu.

La responsabilità maggiore di questa decisione è attribuita al silenzio-assenso della Regione Sardegna. Secondo la sentenza del TAR, depositata appena due giorni fa, il silenzio-assenso si è formato a causa di un errore di valutazione da parte degli uffici regionali, i quali hanno ritenuto inapplicabile una moratoria voluta dalla Giunta. Quest’ultima avrebbe dovuto servire come strumento per contenere l’espansione eccessiva degli impianti eolici in aree sensibili.
La Rete dei coordinamenti è già pronta a reagire. “Se colpiscono Saccargia, un luogo sacro”, dichiarano, “possono colpire ovunque”. Questo luogo, che ha un alto valore simbolico e storico, viene considerato il baluardo di una battaglia più ampia contro l’invasione degli impianti industriali in zone di pregio paesaggistico. Promettono inoltre di organizzare azioni simboliche per sensibilizzare l’opinione pubblica e fermare il progetto.
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Intervista a cura di Francesco Abate
Caffè Corretto del 27-11-2024
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