Intervista a cura di Simona De Francisci
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San Francesco: l’eredità del santo di Assisi a 800 anni dalla morte Giuseppe Valdes
L’Europa attraversa crisi identitarie, conflitti e disuguaglianze crescenti, mentre milioni di persone cercano nuovi punti di riferimento spirituali e culturali. In questo contesto torna centrale la figura di San Francesco d’Assisi, di cui dal prossimo ottobre si celebreranno gli 800 anni dalla morte, con eventi che stanno già richiamando fedeli da tutto il mondo. Domenica inizierà l’ostensione dei resti del santo nella Basilica di Assisi, con oltre 400mila prenotazioni per un appuntamento definito storico.

Ad Assisi era presente anche Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, scrittore e divulgatore televisivo, autore del libro Francesco, il primo italiano, tra i più venduti del 2025. Secondo Cazzullo, il messaggio di San Francesco è oggi più attuale che mai, soprattutto in una società segnata da divisioni e tensioni.
Per Cazzullo, San Francesco può insegnare “tutto” all’uomo contemporaneo. Il santo di Assisi predicava la pace in un mondo che oggi vive guerre, insegnava l’amore per tutte le creature mentre l’ambiente viene distrutto, e fondava una comunità basata sull’idea che tutti gli esseri umani siano uguali, senza differenze tra ricchi e poveri, uomini e donne.
L’autore sottolinea come Francesco abbia promosso il rispetto della dignità umana, un valore che oggi viene spesso messo in discussione. Proprio questa distanza tra il messaggio francescano e la realtà contemporanea rende ancora più urgente riscoprirne l’eredità spirituale e culturale.
Nel libro emerge anche un Francesco profondamente umano, capace di rivoluzionare la mentalità del suo tempo. Cazzullo evidenzia aspetti poco conosciuti: gli animali non erano più oggetti al servizio dell’uomo ma creature da amare, i bambini non venivano ignorati ma messi al centro, e le donne venivano riconosciute come pari, come dimostra il rapporto con Chiara d’Assisi.
Francesco anticipò concetti modernissimi di uguaglianza e dignità, arrivando a esprimersi talvolta con sensibilità femminile e mostrando una dimensione affettiva rara per l’epoca. Secondo Cazzullo, questa visione rappresenta uno dei motivi per cui il santo continua a parlare al presente.
Il titolo del libro, Francesco, il primo italiano, nasce dalla convinzione che il santo possa essere considerato uno dei fondatori dell’identità italiana. Cazzullo ricorda che Francesco scrisse la prima grande poesia in volgare italiano, il Cantico delle Creature, inventò il presepe e contribuì a trasformare teatro, arte e pittura, influenzando profondamente la cultura europea.
Secondo l’autore, Francesco fu anche precursore dell’umanesimo, la visione che pone l’uomo al centro e che rappresenta uno dei contributi più importanti dell’Italia alla civiltà mondiale. L’idea che ogni persona abbia un rapporto diretto con Dio e una dignità inviolabile resta uno dei pilastri della modernità.
Cazzullo ha raccontato anche l’emozione vissuta ad Assisi, davanti ai resti del santo custoditi nella basilica. Le reliquie, piccole e fragili, trasmettono secondo lui una forza spirituale straordinaria, capace di colpire profondamente i pellegrini.
Lo scrittore ha ricordato che il vero miracolo di San Francesco non consiste nelle grazie richieste dai fedeli, ma nella dimostrazione che l’uomo può cambiare e diventare migliore. Proprio questa testimonianza spiega perché, nonostante il calo delle vocazioni religiose, migliaia di persone continuino a recarsi ad Assisi.
L’ostensione, prevista fino al 22 marzo, potrebbe attirare numeri ancora più elevati, confermando l’interesse globale per la figura del santo. Un richiamo spirituale che si collega anche alla scelta del nome Papa Francesco, primo pontefice nella storia a ispirarsi direttamente al santo di Assisi.
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