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Caffè Corretto

“Tornerete in Serie Bee”: il coro offensivo dei tifosi del Milan contro i sardi

today13 Gennaio 2025 400

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Cori offensivi dei tifosi del Milan contro Cagliari

Durante il match di San Siro tra Milan e Cagliari, terminato con un pareggio di 1-1, i tifosi rossoneri si sono distinti per cori offensivi rivolti ai rivali rossoblù. Il ritornello più ricorrente, «Tornerete, tornerete, tornerete in serie Bee», è stato ripetuto almeno cinque volte dagli ultrà milanisti. Il riferimento? Un chiaro tentativo di offendere la tradizione agropastorale della Sardegna, richiamando il belato delle pecore. Nonostante i cori, il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, con le migliori occasioni proprio per i sardi, mostrando che i giocatori rossoblù non si sono fatti intimorire dall’ambiente.

Felici (Dal profilo Facebook del Cagliari Calcio)

Milan – Cagliari: le parole di Nicola Riva sui cori offensivi

Come ha spiegato Enrico Fresu, giornalista di Unionesarda.it, è intervenuto sull’accaduto anche Nicola Riva, figlio di Rombo di Tuono e consigliere d’amministrazione del Cagliari. Riva era presente a San Siro e ha riflettuto sull’accaduto: «Niente è cambiato dai cori che papà sentiva negli anni del grande Cagliari, quando ci chiamavano pastori e banditi». La sua osservazione sottolinea come certi atteggiamenti delle tifoserie organizzate siano rimasti immutati nel tempo. Riva ha poi puntato il dito contro l’atteggiamento dei tifosi rossoneri: «I tifosi del Milan hanno trascorso l’intera partita a cantare contro l’Inter e il “Bee” verso di noi: fossi un tifoso semplice del Milan, qualche domanda me la farei».

L’orgoglio sardo come risposta agli insulti

Nonostante le provocazioni, Riva ha voluto ribadire l’orgoglio e la fierezza sarda: «Grazie. Perché come allora che vincemmo lo scudetto, ancora oggi nel 2025, i vostri cori accendono la nostra passione e il nostro senso di appartenenza». Per Riva, i cori non sono motivo di vergogna, ma anzi, rafforzano l’identità e la determinazione dei tifosi e dei giocatori del Cagliari. Ogni giocatore rossoblù che scende in campo rappresenta un’intera isola, con la sua storia, cultura e tradizioni.

Il consiglio agli ultrà

Concludendo, Riva ha rivolto un messaggio diretto agli autori dei cori: «Cari pseudo-tifosi, noi di tutto quello che voi ci cantate, ne andiamo fieri. Il nostro senso di appartenenza è forte e radicato, e le vostre frasi non fanno altro che caricarci ancora di più». Con una punta d’ironia, Riva ha suggerito: «Se volete davvero farci del male, non chiamateci pastori, ma costa smeraldini. Magari, in quel caso, potreste ottenere un risultato differente».

Caffè Corretto del 13-01-2025

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