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Sanremo 2026: le pagelle dei 30 brani in gara Enzo Asuni e Massimiliano Rais
Anche il Gruppo L’Unione Sarda e Radiolina hanno preso parte ai preascolti dei brani di Sanremo 2026 e per noi è stata Angelica D’Errico a fornire i voti alle 30 canzoni in gara. Ballad intime e romantiche dominano Sanremo 2026, tra dediche familiari, bilanci esistenziali e amori tormentati. Ma accanto alla tradizione cantautorale, quest’anno il Festival diretto da Carlo Conti lascia spazio anche al rap, a qualche tentativo di tormentone estivo, a incursioni dance e a un rock mai davvero aggressivo.
Abbiamo ascoltato in anteprima le trenta canzoni dei Big in gara a Sanremo 2026: ecco le pagelle complete, in rigoroso ordine di esibizione.

Una ballad classica, personale e profondamente emotiva. La dedica alla figlia Anna, nata da pochi mesi, è il cuore pulsante del brano. Paradiso resta fedele a se stesso, senza sorprese ma con sincerità.
Voto: 7,5
Una samba elegante e fuori dal tempo, destinata a invecchiare bene. Ritmo travolgente e respiro internazionale grazie alla chitarra di Luca Faraone. Una delle proposte più solide del Festival.
Voto: 8
Ambizioso nel voler raccontare il disagio generazionale, ma il risultato è un collage confuso di riferimenti sociali e musicali. Le intenzioni ci sono, la profondità un po’ meno.
Voto: 5
La Divina canta l’unicità dell’individuo con una ballad solenne e un po’ rigida. Lo stile è datato, ma il carisma resta intatto.
Voto: 6,5
Dal rap partenopeo ci si aspettava più coraggio. Il tema degli amori tossici resta bloccato in una comfort zone troppo rassicurante.
Voto: 4,5
Autobiografica e scritta di suo pugno, ma priva di slancio. Troppe immagini già sentite, poca emozione reale.
Voto: 5
Un ritorno convincente: ballad orchestrale, voce in primo piano e un testo intenso. Segnali chiari di una nuova maturità artistica.
Voto: 7
Ironia tagliente e ritmo dance. Un elenco di piccole irritazioni quotidiane che funziona grazie a un riff immediato e una scrittura brillante.
Voto: 7
Sanremo allo stato puro, ma senza guizzi. Struttura prevedibile e atmosfera d’altri tempi.
Voto: 4,5
Synth pop sentimentale destinato a sopravvivere a lungo nei circuiti delle serate live. Orecchiabile, forse troppo.
Voto: 6
Racconta l’innamoramento con il suo stile sospeso e poetico. Testo intenso e immaginifico: in un altro mondo sarebbe da podio.
Voto: 8
Rap autentico e ben costruito, raro a Sanremo. Tredici Pietro conferma di essere una delle voci più interessanti della nuova scena.
Voto: 8
Manca incisività e profondità. Il risultato è un brano che stanca più che coinvolgere.
Voto: 4,5
Tormentone estivo dichiarato, tra latino e world music. Funzionerà in spiaggia, meno sul palco dell’Ariston.
Voto: 4
Potente e intensa, con un crescendo vocale importante. Forse troppo “classica” per una voce jazz così raffinata.
Voto: 7,5
Tema del bilancio esistenziale interessante, ma la canzone non regge il peso del messaggio.
Voto: 5,5
Rap orecchiabile ma privo di mordente. Tanti temi, nessun vero affondo.
Voto: 5
Funk cantautorap con critica all’intelligenza artificiale. Meno graffiante del solito, ma il ritornello resta in testa.
Voto: 6,5
Operazione nostalgia poco incisiva. Una ballad che si perde nel mucchio.
Voto: 5,5
Affiatati, ma il brano sembra pensato più per i social che per il palco dell’Ariston.
Voto: 5,5
Rock al femminile e messaggio forte di unità. Il sound però resta troppo trattenuto.
Voto: 6,5
Ballad indie sincera e senza pretese. Funziona proprio perché non vuole strafare.
Voto: 7
Una ninnananna potente che dà voce ai bambini di Gaza. Testo toccante e grande impatto emotivo.
Voto: 8
Dance leggera e consapevole, con un inno alla libertà e un omaggio a Raffaella Carrà.
Voto: 6,5
Uno degli esordi più interessanti. Emo rap originale, frammentato e personale.
Voto: 8
Rock trattenuto e poco incisivo. Non lascia il segno.
Voto: 6
Indie pop di coppia con sonorità anni Ottanta e un messaggio forte e positivo.
Voto: 8
Strana coppia che funziona vocalmente, ma il favoritismo resta difficile da spiegare.
Voto: 6
Flusso di coscienza delicato e originale, con una melodia fuori dagli schemi.
Voto: 6,5
Satira sociale in versione country. Ironico, diretto e riconoscibile.
Voto: 7
Tra ballad dominanti, rap ancora troppo prudente e dance pensata per l’estate, il Festival 2026 conferma la sua natura conservatrice ma lascia intravedere segnali interessanti. I nomi più convincenti? Malika Ayane, Levante, Ermal Meta, Chiello e Tredici Pietro.
A cura di Enzo Asuni nella rubrica Social Trends.