• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightSanremo 2026: le pagelle dei 30 brani in gara

Interviste

Sanremo 2026: le pagelle dei 30 brani in gara

today27 Gennaio 2026

Sfondo
share close

Radiolina ha già ascoltato le pagelle dei 30 brani in gara a Sanremo 2026: eccole

  • cover play_arrow

    Sanremo 2026: le pagelle dei 30 brani in gara Enzo Asuni

Anche il Gruppo L’Unione Sarda e Radiolina hanno preso parte ai preascolti dei brani di Sanremo 2026 e per noi è stata Angelica D’Errico a fornire i voti alle 30 canzoni in gara. Ballad intime e romantiche dominano Sanremo 2026, tra dediche familiari, bilanci esistenziali e amori tormentati. Ma accanto alla tradizione cantautorale, quest’anno il Festival diretto da Carlo Conti lascia spazio anche al rap, a qualche tentativo di tormentone estivo, a incursioni dance e a un rock mai davvero aggressivo.
Abbiamo ascoltato in anteprima le trenta canzoni dei Big in gara a Sanremo 2026: ecco le pagelle complete, in rigoroso ordine di esibizione.

Sanremo 2026: alcuni degli artisti

Tommaso Paradiso – I Romantici

Una ballad classica, personale e profondamente emotiva. La dedica alla figlia Anna, nata da pochi mesi, è il cuore pulsante del brano. Paradiso resta fedele a se stesso, senza sorprese ma con sincerità.
Voto: 7,5

Malika Ayane – Animali Notturni

Una samba elegante e fuori dal tempo, destinata a invecchiare bene. Ritmo travolgente e respiro internazionale grazie alla chitarra di Luca Faraone. Una delle proposte più solide del Festival.
Voto: 8

Sayf – Tu mi piaci tanto

Ambizioso nel voler raccontare il disagio generazionale, ma il risultato è un collage confuso di riferimenti sociali e musicali. Le intenzioni ci sono, la profondità un po’ meno.
Voto: 5

Patty Pravo – Opera

La Divina canta l’unicità dell’individuo con una ballad solenne e un po’ rigida. Lo stile è datato, ma il carisma resta intatto.
Voto: 6,5

Luchè – Labirinto

Dal rap partenopeo ci si aspettava più coraggio. Il tema degli amori tossici resta bloccato in una comfort zone troppo rassicurante.
Voto: 4,5

Mara Sattei – Le cose che non sai di me

Autobiografica e scritta di suo pugno, ma priva di slancio. Troppe immagini già sentite, poca emozione reale.
Voto: 5

Francesco Renga – Il meglio di me

Un ritorno convincente: ballad orchestrale, voce in primo piano e un testo intenso. Segnali chiari di una nuova maturità artistica.
Voto: 7

Ditonellapiaga – Che fastidio!

Ironia tagliente e ritmo dance. Un elenco di piccole irritazioni quotidiane che funziona grazie a un riff immediato e una scrittura brillante.
Voto: 7

Leo Gassmann – Naturale

Sanremo allo stato puro, ma senza guizzi. Struttura prevedibile e atmosfera d’altri tempi.
Voto: 4,5

Sal Da Vinci – Per sempre sì

Synth pop sentimentale destinato a sopravvivere a lungo nei circuiti delle serate live. Orecchiabile, forse troppo.
Voto: 6

Levante – Sei tu

Racconta l’innamoramento con il suo stile sospeso e poetico. Testo intenso e immaginifico: in un altro mondo sarebbe da podio.
Voto: 8

Tredici Pietro – Uomo che cade

Rap autentico e ben costruito, raro a Sanremo. Tredici Pietro conferma di essere una delle voci più interessanti della nuova scena.
Voto: 8

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare

Manca incisività e profondità. Il risultato è un brano che stanca più che coinvolgere.
Voto: 4,5

Samurai Jay – Ossessione

Tormentone estivo dichiarato, tra latino e world music. Funzionerà in spiaggia, meno sul palco dell’Ariston.
Voto: 4

Serena Brancale – Qui con me

Potente e intensa, con un crescendo vocale importante. Forse troppo “classica” per una voce jazz così raffinata.
Voto: 7,5

Arisa – Magica favola

Tema del bilancio esistenziale interessante, ma la canzone non regge il peso del messaggio.
Voto: 5,5

Nayt – Prima che

Rap orecchiabile ma privo di mordente. Tanti temi, nessun vero affondo.
Voto: 5

Dargen D’Amico – Ai Ai

Funk cantautorap con critica all’intelligenza artificiale. Meno graffiante del solito, ma il ritornello resta in testa.
Voto: 6,5

Raf – Ora e per sempre

Operazione nostalgia poco incisiva. Una ballad che si perde nel mucchio.
Voto: 5,5

LDA & Aka7even – Poesie clandestine

Affiatati, ma il brano sembra pensato più per i social che per il palco dell’Ariston.
Voto: 5,5

Bambole di pezza – Resta con me

Rock al femminile e messaggio forte di unità. Il sound però resta troppo trattenuto.
Voto: 6,5

Fulminacci – Stupida sfortuna

Ballad indie sincera e senza pretese. Funziona proprio perché non vuole strafare.
Voto: 7

Ermal Meta – Stella stellina

Una ninnananna potente che dà voce ai bambini di Gaza. Testo toccante e grande impatto emotivo.
Voto: 8

Elettra Lamborghini – Voilà

Dance leggera e consapevole, con un inno alla libertà e un omaggio a Raffaella Carrà.
Voto: 6,5

Chiello – Ti penso sempre

Uno degli esordi più interessanti. Emo rap originale, frammentato e personale.
Voto: 8

Eddie Brock – Avvoltoi

Rock trattenuto e poco incisivo. Non lascia il segno.
Voto: 6

Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta

Indie pop di coppia con sonorità anni Ottanta e un messaggio forte e positivo.
Voto: 8

Fedez & Marco Masini – Male necessario

Strana coppia che funziona vocalmente, ma il favoritismo resta difficile da spiegare.
Voto: 6

Michele Bravi – Prima o poi

Flusso di coscienza delicato e originale, con una melodia fuori dagli schemi.
Voto: 6,5

J-Ax – Italia Starter Pack

Satira sociale in versione country. Ironico, diretto e riconoscibile.
Voto: 7

Sanremo 2026: chi convince davvero?

Tra ballad dominanti, rap ancora troppo prudente e dance pensata per l’estate, il Festival 2026 conferma la sua natura conservatrice ma lascia intravedere segnali interessanti. I nomi più convincenti? Malika Ayane, Levante, Ermal Meta, Chiello e Tredici Pietro.

 A cura di Enzo Asuni nella rubrica Social Trends. 


IntervisteLa StrambataSanremo 2026Social Trends