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Sanremo cambia città? Le candidate e cosa potrebbe succedere Enzo Asuni
Sanremo 2026 cambia città? Il festival di Sanremo potrebbe non chiamarsi più Sanremo. La storica sede del Festival della Canzone Italiana, il Teatro Ariston, è oggi al centro di una disputa economica tra la RAI e il Comune di Sanremo, che sta mettendo seriamente in discussione la permanenza della kermesse musicale nella Riviera dei Fiori.

Mentre proseguono le trattative, diverse città italiane si sono fatte avanti per candidarsi come nuova sede del Festival di Sanremo 2026. Ma cosa comporterebbe un cambio di location per l’evento più amato dagli italiani?
Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Il Messaggero, queste sono le città italiane che si sarebbero ufficialmente candidate a ospitare il Festival nel caso in cui dovesse lasciare Sanremo:
Tutte località con una forte vocazione turistica e culturale, desiderose di accogliere un evento che porta con sé milioni di spettatori, turisti, artisti e, naturalmente, un grande ritorno economico e d’immagine.
Alla base del possibile addio ci sarebbero motivazioni economiche. In particolare, le tensioni sui ricavi pubblicitari stanno creando fratture tra la RAI e l’amministrazione comunale. La RAI vorrebbe rivedere gli accordi economici, mentre il Comune punta a mantenere le condizioni storiche che hanno garantito al territorio visibilità e sviluppo turistico per decenni.
I vantaggi di spostare il Festival
Nel frattempo, Carlo Conti, nuovo direttore artistico e conduttore del Festival 2026, sta già lavorando alla selezione dei brani e alla definizione del cast. E secondo alcune indiscrezioni, potremmo assistere al grande ritorno di Angelina Mango (ne parliamoqui), vincitrice di Sanremo 2024 con “La noia”, pronta a calcare nuovamente il palco (qualunque esso sia).
La decisione finale sulla sede del Festival verrà presa entro le prossime settimane, ma una cosa è certa: il dibattito è aperto, e le città candidate non hanno intenzione di tirarsi indietro.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.