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Sanremo, polemiche sulla vittoria di Sal Da Vinci: Nicola Salmoiraghi difende la canzone e critica gli attacchi Francesca Figus e Nicola Salmoiraghi
Il Festival di Sanremo resta uno dei momenti più seguiti della musica italiana e continua a generare dibattiti tra pubblico, critica e addetti ai lavori. Il critico musicale Nicola Salmoiraghi racconta il suo rapporto con la manifestazione, che segue con passione fin dall’infanzia, vivendo ogni edizione come un appuntamento collettivo. “Per me Sanremo è un rito laico dell’anno, una specie di settimana santa della musica pop italiana”, spiega Salmoiraghi, sottolineando come il festival sia anche un’esperienza condivisa tra amici e appassionati.

La vittoria di Sal Da Vinci ha acceso un acceso dibattito mediatico, alimentato anche da alcune dichiarazioni molto dure pubblicate sui giornali. Nicola Salmoiraghi respinge con decisione le critiche più estreme, difendendo la legittimità artistica della canzone e il diritto al giudizio senza offese. “Dire che è musica da matrimoni della camorra è una frase pesantissima e volgare, che un commentatore avrebbe potuto tranquillamente evitare”, afferma Salmoiraghi, ribadendo che il giudizio musicale può essere negativo ma non deve diventare offensivo.

Secondo Salmoiraghi, il successo del brano dimostra ancora una volta il legame tra pubblico e musica popolare, spesso sottovalutato da alcune élite culturali. Il critico ricorda anche il peso della tradizione musicale partenopea nella storia italiana, distinguendo tra canzone napoletana classica e fenomeno neomelodico contemporaneo. “La canzone napoletana è una tradizione straordinaria che nasce secoli fa, mentre questo brano appartiene piuttosto al filone neomelodico”, spiega Salmoiraghi, aggiungendo che il risultato finale è arrivato anche grazie ai voti di radio e giornalisti.
Intervista a cura di Francesca Figus
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