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Agricoltura, Sardegna: la ripresa dopo siccità e lingua blu Manuel Cozzolino
Il 2024 è stato un anno segnato da due grandi emergenze per il mondo agricolo e zootecnico sardo: la siccità e la diffusione della lingua blu. Questi eventi hanno messo a dura prova agricoltori e allevatori, che hanno affrontato sacrifici enormi ma hanno dimostrato una straordinaria forza di volontà per riprendersi e guardare al futuro. Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, traccia un bilancio del 2024 e offre una prospettiva per il settore. “Vedo il bicchiere mezzo pieno per quanto riguarda il futuro, ma è stato mezzo vuoto,” commenta Saba durante un collegamento con Radiolina. Nonostante le difficoltà, Saba sottolinea il potenziale della filiera agroalimentare sarda, evidenziando l’importanza di prodotti naturali e non alterati, che rappresentano una risorsa preziosa per l’isola.

La siccità ha ridotto drasticamente le riserve idriche, mettendo in difficoltà sia le coltivazioni sia l’approvvigionamento per gli allevamenti. A peggiorare la situazione, l’epidemia di lingua blu ha colpito il bestiame, causando perdite significative e difficoltà economiche per molti allevatori.

Nonostante le sfide, la Sardegna si distingue per l’elevata qualità dei suoi prodotti agropastorali, un punto di forza che può rappresentare una leva strategica per il rilancio. Come sottolinea Luca Saba, la domanda di cibi naturali e autentici è in crescita, offrendo opportunità significative per il settore. Il bilancio del 2024 è fatto di sacrifici, ma anche di speranza. Le emergenze hanno evidenziato la resilienza degli agricoltori e degli allevatori sardi, che guardano al futuro puntando sulla sostenibilità e sull’autenticità dei loro prodotti.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 30-12-2024
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