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Sardegna, carenza di medici specialisti: “Situazione già critica per gli ospedali” Massimiliano Rais, Piergiorgio Calò
La Sardegna registra una percentuale preoccupante di borse di studio e specializzazioni mediche non assegnate, che va dal 40% all’80%. “Il problema nazionale si manifesta in modo più grave nella nostra regione, e rischiamo di non avere specialisti sufficienti per il sistema sanitario pubblico”, spiega Piergiorgio Calò, Prorettore per attività sanitarie dell’Università degli studi di Cagliari.

Le discipline più penalizzate includono microbiologia, farmacologia, patologia clinica e radioterapia, ma anche chirurgia generale e medicina d’emergenza soffrono di carenze. Piergiorgio Calò sottolinea: “Sono specialità fondamentali che rischiano di rimanere scoperte, con un impatto gravissimo sulla capacità ospedaliera regionale”.
Il rettore evidenzia come molti giovani rifiutino l’idea di un futuro ospedaliero. “La difficoltà principale è l’allontanamento dei giovani dai ruoli ospedalieri, una tendenza che rende complicato attrarre specialisti anche in discipline strategiche”.
La situazione è particolarmente critica nelle sedi periferiche della Sardegna, con problemi logistici e attrattività ridotta. “In una regione grande e poco densamente popolata, gli ospedali periferici diventano poco appetibili, peggiorando le difficoltà degli Hub principali”, aggiunge Calò.
Il futuro appare preoccupante se non vengono adottati interventi immediati. “Dobbiamo garantire reti ospedaliere funzionali, sacrificando alcune specialità nei centri periferici e investendo per ridare dignità e attrattività al lavoro ospedaliero”, afferma inoltre Calò. L’Università di Cagliari ha già potenziato l’orientamento per gli studenti di medicina, cercando di spiegare concretamente le sfide future.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 14-11-2025
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