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Sardegna, caro ombrelloni: realtà o polemica? Nicola Scano, Alberto Bertolotti
L’estate 2025 ha visto tornare al centro del dibattito il tema del presunto caro ombrelloni e dell’aumento dei prezzi negli stabilimenti balneari italiani. Una discussione che ha acceso la prima parte della stagione turistica, con cifre spesso giudicate troppo alte per lettini, ombrelloni e servizi in spiaggia.

Secondo l’Istat, l’aumento medio dei prezzi nei lidi si è attestato intorno al 3,7%, un valore perfettamente in linea con l’indice generale del costo della vita. Alberto Bertolotti, membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Sib (Sindacato Italiano Balneari), conferma che non si può parlare di rincari fuori controllo, ma di un adeguamento dovuto all’inflazione e all’aumento dei costi lungo tutta la filiera.

Bertolotti sottolinea come dietro agli stabilimenti non ci siano grandi multinazionali, ma micro e piccole imprese familiari che spesso nascono da logiche di autoimpiego. Aumenti di energia, forniture e salari hanno inevitabilmente inciso sui prezzi, rendendo difficile mantenere tariffe basse senza andare in perdita.
In Sardegna, spiega Bertolotti, la questione del caro prezzi pesa meno che altrove. La maggior parte degli stabilimenti isolani è gestita da imprese familiari radicate nel territorio, che mantengono un forte legame sociale con la comunità locale e cercano di garantire un’offerta accessibile pur tra le difficoltà economiche.
Il rappresentante del Sib evidenzia inoltre come la direttiva Bolkestein e la pressione di lobby internazionali minaccino un settore che oggi resta uno dei pilastri del turismo italiano. «Qualcuno vuole soffiarci da sotto i piedi ciò che abbiamo costruito con fatica», dichiara, denunciando l’interesse dei grandi gruppi finanziari verso un comparto che fino a oggi ha avuto soprattutto una dimensione sociale ed economica legata alle famiglie.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 20-08-2025
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