play_arrow
Sardegna, continuità territoriale: voli esauriti fino a settembre Stefano Birocchi, Arnaldo Boeddu
La Sardegna si trova nuovamente a fare i conti con il problema della continuità territoriale. I voli da Cagliari e Olbia verso Milano, in particolare sulla tratta Olbia-Linate, risultano sold out fino a settembre, lasciando i residenti isolani senza possibilità di spostarsi, anche per motivi di salute. I sindacati definiscono questa situazione “inaccettabile” e chiedono interventi immediati.

Secondo Arnaldo Boeddu, segretario regionale della CGIL Trasporti, il problema è strutturale: manca una programmazione adeguata dei flussi nei periodi di punta, come controesodi, festività e ponti festivi. Il nuovo bando per la continuità territoriale introduce miglioramenti, ma non risolve i picchi di domanda prevedibili. Per questo i sindacati chiedono un osservatorio costante con Regione, compagnie aeree e parti sociali, al fine di monitorare prenotazioni e attivare tempestivamente voli aggiuntivi, come previsto dai contratti.

La crisi dei voli non colpisce solo i passeggeri. Anche i lavoratori del settore subiscono turni pesanti e organici insufficienti. Il sindacato avverte: la gestione del nuovo bando di gara potrebbe creare ulteriori criticità occupazionali. Tuttavia, un segnale positivo arriva dal punteggio assegnato ai servizi accessori per i cittadini, che finalmente hanno maggiore peso rispetto al semplice ribasso economico.
Il nuovo bando introduce importanti novità:
Tariffe agevolate non solo per i residenti, ma anche per nati in Sardegna, lavoratori pendolari, caregiver con Legge 104 e sportivi non agonisti.
Possibilità di viaggiare con biglietti calmierati fino al 30% in meno.
Maggiori frequenze e criteri più stringenti per i servizi offerti.
Un passo avanti significativo rispetto al passato, anche se i sindacati ribadiscono che la continuità territoriale deve tornare a carico dello Stato e non solo della Regione Sardegna, così come avviene con la Sicilia.
Se il trasporto aereo è competenza regionale, la continuità marittima dipende invece dal Governo nazionale. La Sardegna soffre per porti poco attrezzati, navi costrette a rimanere in rada e mancanza di elettrificazione delle banchine, con gravi conseguenze in termini di inquinamento.
Inoltre, la tassa ETS europea per le emissioni delle navi ricade sui cittadini e sui lavoratori, poiché gli armatori non si sono adeguati alle norme ambientali.
Il confronto con la Grecia evidenzia il ritardo italiano: lì il trasporto marittimo integra quello aereo e garantisce collegamenti costanti anche con le isole più piccole. In Sardegna, invece, i bandi singoli e la mancanza di strategie integrate rendono alcune tratte poco appetibili per gli armatori, con conseguente isolamento delle isole minori.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 26-08-2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina