La sanità in Sardegna vive una delle fasi più critiche di sempre. L’assenza di una governance stabile – senza assessore, senza commissari e senza vertici aziendali – ha generato un vuoto istituzionale che preoccupa medici, operatori sanitari e sindacati. Atti amministrativi a rischio annullamento, sentenze di incostituzionalità, diffide e ricorsi già avviati delineano uno scenario di forte incertezza. Nel frattempo, i cittadini attendono cure e servizi, mentre all’interno della maggioranza M5S e Pd si consumano tensioni politiche. L’opposizione denuncia una situazione estremamente pericolosa, ma la presidente della Regione tira dritto, puntando alla nomina dei nuovi direttori generali entro la fine dell’anno. Veronica Fadda, giornalista della redazione di UnioneSarda.it, è intervenuta in studio per commentare la notizia.

Tra il 2024 e il 2025 il Governo ha impugnato almeno nove leggi regionali sarde, colpendo settori strategici come energia, urbanistica, paesaggio e trasporti locali. In molti casi, la Corte Costituzionale ha dato ragione a Palazzo Chigi, cassando i provvedimenti regionali. Il bilancio è netto: ogni vertenza aperta dalla Regione con lo Stato si è tradotta, finora, in una sconfitta istituzionale. Uno scontro che evidenzia fragilità giuridiche e politiche nella produzione normativa sarda.
Il caso simbolo resta la legge 5 del 2024, la cosiddetta “moratoria energetica”, che prevedeva lo stop per 18 mesi a nuovi impianti eolici e fotovoltaici per tutelare il paesaggio. Impugnata il 30 agosto 2024, è stata dichiarata illegittima dalla Consulta nel dicembre 2025. Un precedente pesante che si aggiunge alle contestazioni su trasporto pubblico e semplificazioni urbanistiche. Il risultato è un sistema regionale bloccato, con riforme frenate e uno scontro Stato-Regione che, al momento, pende tutto da una sola parte.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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