La Sardegna affronta le conseguenze della tempesta Harry con la dichiarazione ufficiale dello stato di emergenza regionale fino al 22 gennaio 2027. La decisione, approvata dalla Giunta guidata dalla presidente Alessandra Todde, arriva mentre proseguono i sopralluoghi tecnici nei Comuni più colpiti. La Regione ha avviato la procedura di ricognizione dei danni, basata sulle relazioni dettagliate inviate dagli enti locali, un passaggio chiave per sbloccare gli aiuti e pianificare la ricostruzione. Veronica Fadda, giornalista della redazione di UnioneSarda.it, è intervenuta in studio per commentare la notizia.

Parallelamente, il Governo valuta un maxi stanziamento da circa mezzo miliardo di euro per gestire la fase post-emergenziale nell’Isola. Durante un sopralluogo al Poetto, il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano ha confermato l’entità dei danni, sottolineando la criticità della Statale 195, chiusa tra il chilometro 5 e l’11. Tra le soluzioni allo studio figurano una barriera di massi per proteggere la carreggiata dall’erosione marina o la realizzazione di un percorso alternativo. Le risorse, ha assicurato la Regione, potranno includere anche fondi europei.
Dall’Ogliastra alla Baronia, passando per Cagliari, Sulcis, Campidano e Gallura, continuano le verifiche su edifici pubblici, abitazioni e infrastrutture. Enti locali e imprese sono impegnati anche nelle operazioni di pulizia: la tempesta ha lasciato dietro di sé detriti, fango e grandi quantità di plastica. L’allerta rossa, scattata la sera di domenica 18 gennaio, si è conclusa solo a mezzanotte di mercoledì, segnando la fine dell’emergenza meteo ma l’inizio di una lunga fase di ricostruzione per la Sardegna.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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