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Sardegna in crisi: 16 anni di difficoltà per le imprese artigiane Giuseppe Valdes
Il 2024 segna il sedicesimo anno di difficoltà per il settore artigiano in Sardegna, con un calo dello 0,3% delle imprese registrato già nel primo semestre. Dall’inizio della crisi nel 2008, l’isola ha perso oltre il 21% delle sue attività artigiane, scese da 43.000 a circa 34.000. L’intera economia sarda ne risente: rispetto al 2023, sono sparite 1.700 aziende, colpendo principalmente il manifatturiero, il commercio al dettaglio e i trasporti. Solo le costruzioni resistono, anche se gli incentivi del Superbonus non sono più disponibili. Questi dati sono stati presentati nel rapporto “L’economia della Sardegna e il ruolo delle imprese artigiane”, curato dal Centro Studi della Cna Sardegna e illustrato a Cagliari.

Il segretario regionale della Cna, Francesco Porcu, ha descritto una situazione di persistente debolezza economica, definendo il quadro come un’immagine chiara delle sfide strutturali e storiche che l’artigianato sardo continua a fronteggiare: “La Sardegna, nonostante venti anni di interventi straordinari e fondi messi a disposizione da Stato e Unione Europea, conserva ancora criticità economiche profonde che non sono state risolte”.
La crisi colpisce in modo significativo settori chiave dell’economia sarda. Manifatturiero, trasporti e commercio al dettaglio sono in flessione costante, con poche prospettive di ripresa a breve termine. Anche se il comparto delle costruzioni resiste, la fine degli incentivi del Superbonus limita ulteriori possibilità di crescita. La situazione complessiva, osservata a livello nazionale, riflette percentuali di decrescita simili, ma in Sardegna l’impatto sembra più marcato.
Per invertire questa tendenza, è fondamentale supportare la crescita delle piccole e medie imprese, che costituiscono il cuore pulsante dell’economia regionale. Creare un contesto economico favorevole per le PMI è essenziale per la loro sopravvivenza e prosperità, offrendo incentivi che favoriscano innovazione e stabilità.
Il dato del PIL in Sardegna è uno dei più preoccupanti, segnalando una crescita inferiore rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. Il rapporto della Cna evidenzia come questa condizione di stagnazione economica sia il risultato di criticità strutturali e di una difficoltà nell’utilizzo efficace delle risorse disponibili. Per superare queste sfide, occorrono riforme strutturali profonde, in grado di modificare l’approccio economico regionale e di incentivare la produttività delle imprese sarde.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 12-11-2024