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Sardegna, Monumenti Aperti: oltre 120mila visite e 15mila volontari Manuel Cozzolino
Monumenti Aperti Sardegna conferma la sua crescita regionale con numeri record, nuovi comuni coinvolti e oltre quindicimila volontari attivi nella valorizzazione del patrimonio culturale.
“Monumenti Aperti è diventata una grande festa di comunità radicata nella cittadinanza attiva”, ha dichiarato Massimiliano Messina, presidente dell’associazione Imago Mundi, sottolineando il valore sociale dell’iniziativa.

L’evento nasce a Cagliari negli anni Novanta dall’iniziativa di un gruppo di amici appassionati di cultura, desiderosi di valorizzare un patrimonio ritenuto sottostimato. “Eravamo cinque amici uniti dalla passione e volevamo dare più spessore al patrimonio storico artistico della nostra città”, ha spiegato Messina raccontando l’intuizione iniziale.
La prima edizione strutturata risale al 1997, grazie anche al supporto istituzionale dell’allora assessore alla cultura, che credette subito nel progetto culturale. “Tutto è nato dalla cripta di Santa Restituta, luogo simbolico da cui è partita un’esperienza cresciuta nel tempo”, ha ricordato Messina evidenziando il valore delle radici.
Negli anni Monumenti Aperti si è trasformato in un grande esempio di cittadinanza attiva, coinvolgendo scuole, studenti e migliaia di volontari in tutta la Sardegna. “Gli studenti sono diventati veri ciceroni e protagonisti, contribuendo a rendere viva e partecipata ogni edizione”, ha sottolineato Messina parlando dell’impatto educativo.
Cagliari resta il cuore della manifestazione con oltre centoventimila visite registrate e settanta siti aperti, confermando un successo consolidato nel panorama culturale regionale. “Il numero di visite registrate dimostra quanto la manifestazione sia sentita e partecipata dalla comunità”, ha dichiarato Messina evidenziando la crescita costante.
L’iniziativa coinvolge oggi circa sessanta comuni della Sardegna, con nuovi ingressi e importanti ritorni che rafforzano la rete culturale territoriale. “Siamo presenti da nord a sud dell’isola con tantissimi monumenti e volontari impegnati”, ha affermato Messina sottolineando la diffusione capillare del progetto.
Tra i siti più significativi emergono aree archeologiche, musei e luoghi simbolo distribuiti in tutta la regione, offrendo un’esperienza culturale ampia e diversificata. “Consiglierei l’area archeologica di Loelle, la Stazione dell’arte di Ulassai e tanti altri luoghi straordinari”, ha suggerito Messina indicando alcune tappe imperdibili.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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