Nove mesi intensi sul fronte legislativo in Sardegna, con provvedimenti rilevanti che spaziano dalle energie rinnovabili alla sanità, fino al rischio concreto che la presidente della Regione possa decadere, portando con sé l’intera Assemblea sarda. Questo è il quadro delineato dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, durante la conferenza stampa di inizio anno, occasione per fare il bilancio dei primi nove mesi di legislatura in Sardegna con il Campo Largo. Il punto con il giornalista di Unionesarda.it Enrico Fresu.

Tra i principali temi trattati negli ultimi mesi, spiccano le iniziative in ambito energetico, tra cui la moratoria e la legge sulle aree idonee per le rinnovabili, senza dimenticare la proposta di Pratobello, sostenuta da ben 210.000 firme raccolte da cittadini sardi, «per i quali abbiamo tanto rispetto», ha sottolineato Comandini.
Un altro tema di rilievo è il tentativo di mettere mano alla riforma del sistema sanitario regionale, nonostante i ritardi accumulati. «La Giunta potrebbe approvare il bilancio questa settimana – ha dichiarato Comandini – ma è improbabile che si concluda il lavoro della Commissione sesta sulla riforma sanitaria prima della discussione in Aula».
La situazione politica è resa più complessa dal caso che coinvolge la presidente della Regione, Alessandra Todde, per la quale il 3 gennaio scorso il collegio di garanzia elettorale presso la Corte d’Appello ha richiesto la decadenza a causa di irregolarità nelle spese elettorali.
Nonostante ciò, Comandini ha difeso la governatrice: «La presidente non si tira indietro e riferirà presto all’Aula, ma solo dopo aver depositato il ricorso al tribunale ordinario». La data probabile per il confronto è il 3 febbraio, durante la seduta statutaria.
Durante la conferenza stampa, Comandini ha illustrato un bilancio dettagliato dell’attività del Consiglio regionale:
Per quanto riguarda le commissioni, si contano 127 sedute e 186 audizioni.
Nonostante le sfide politiche e i ritardi accumulati, il segretario regionale Dem si dice fiducioso: «Non metto limiti alla provvidenza, e soprattutto alla verità». L’obiettivo è quello di accelerare sulla manovra 2025, che potrebbe godere di una corsia preferenziale rispetto alla riforma sanitaria.
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