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Sardegna prima regione italiana per agroalimentari di qualità Giuseppe Valdes
La Sardegna è la prima regione italiana per numero di produttori agroalimentari di qualità. Come ha spiegato Carlo Valdes, analista e fondatore di “Sardegna in Dati”, il primato si basa sui dati ISTAT, che identificano come “produttori di qualità” gli operatori certificati secondo gli standard europei DOP, IGP e STG, le più alte garanzie di qualità disponibili sul mercato unico europeo.

I dati confermano senza ambiguità la leadership sarda: il 19,4% di tutti i produttori certificati in Italia si trova in Sardegna. In numeri assoluti, si parla di circa 15.000 produttori sull’isola, un dato che supera nettamente regioni storicamente forti come il Trentino-Alto Adige e la Toscana, che ne contano circa 11.000 ciascuna. Un produttore certificato su cinque in Italia è sardo, un risultato che sottolinea l’importanza strategica del comparto agroalimentare sardo nel panorama nazionale.
A spingere in alto la Sardegna sono soprattutto due comparti chiave:
Il settore lattiero-caseario
Le carni fresche
Questi settori rappresentano l’anima produttiva dell’isola e si distinguono per qualità, tradizione e legame con il territorio. A confronto, altre regioni eccellono in ambiti diversi: il Trentino-Alto Adige nelle produzioni ortofrutticole e la Toscana negli oli extravergine.
Il risultato ottenuto dalla Sardegna è spesso inaspettato per molti osservatori, che tendono ad associare la leadership agroalimentare a regioni come Puglia, Campania o Emilia-Romagna. Eppure, è proprio l’isola a distinguersi, grazie alla sua capacità di valorizzare l’identità territoriale attraverso le eccellenze agroalimentari.
Un dato particolarmente rilevante è che questo primato non si concentra nelle zone costiere, più sviluppate turisticamente, ma nelle aree interne. Questi territori, spesso lontani dai principali flussi turistici e caratterizzati da minore redditività, si rivelano invece cuori pulsanti della produzione certificata. Il settore primario, infatti, è più forte nelle aree interne rispetto alle zone costiere, e questa concentrazione di produttori rappresenta un potenziale strumento di sviluppo locale.
L’eccellenza dei prodotti sardi certificati può essere anche una leva turistica importante, capace di attrarre visitatori nelle aree meno battute dell’isola. Mentre l’offerta ricettiva extra-alberghiera si concentra sulle zone costiere, le produzioni agroalimentari di eccellenza si trovano nell’entroterra, creando così una doppia identità turistica. Sfruttare la sinergia tra turismo e agroalimentare potrebbe rafforzare entrambe le dimensioni, offrendo esperienze autentiche e sostenibili ai visitatori.
Nonostante l’indiscutibile primato, emerge una criticità importante: la scarsa valorizzazione comunicativa di queste eccellenze. I produttori delle aree interne, pur detenendo certificazioni di qualità elevate, non sempre ricevono la visibilità che meritano. Rendere noti questi dati, raccontare i territori e promuovere i prodotti locali potrebbe rappresentare una strategia vincente per lo sviluppo economico e turistico della Sardegna, in particolare per le zone lontane dai circuiti più battuti.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 29-04-2025
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