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Sardegna prima regione italiana per agroalimentari di qualità

today29 Aprile 2025 100

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Sardegna leader nell’agroalimentare: il primato nasce dalle aree interne

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    Sardegna prima regione italiana per agroalimentari di qualità Giuseppe Valdes

La Sardegna è la prima regione italiana per numero di produttori agroalimentari di qualità. Come ha spiegato Carlo Valdes, analista e fondatore di “Sardegna in Dati”, il primato si basa sui dati ISTAT, che identificano come “produttori di qualità” gli operatori certificati secondo gli standard europei DOP, IGP e STG, le più alte garanzie di qualità disponibili sul mercato unico europeo.

Agroalimentare (Immagine simbolo)

I numeri del primato agroalimentare in Sardegna

I dati confermano senza ambiguità la leadership sarda: il 19,4% di tutti i produttori certificati in Italia si trova in Sardegna. In numeri assoluti, si parla di circa 15.000 produttori sull’isola, un dato che supera nettamente regioni storicamente forti come il Trentino-Alto Adige e la Toscana, che ne contano circa 11.000 ciascuna. Un produttore certificato su cinque in Italia è sardo, un risultato che sottolinea l’importanza strategica del comparto agroalimentare sardo nel panorama nazionale.

Le eccellenze che trainano la classifica

A spingere in alto la Sardegna sono soprattutto due comparti chiave:

  • Il settore lattiero-caseario

  • Le carni fresche

Questi settori rappresentano l’anima produttiva dell’isola e si distinguono per qualità, tradizione e legame con il territorio. A confronto, altre regioni eccellono in ambiti diversi: il Trentino-Alto Adige nelle produzioni ortofrutticole e la Toscana negli oli extravergine.

Un primato inaspettato e strategico per le aree interne

Il risultato ottenuto dalla Sardegna è spesso inaspettato per molti osservatori, che tendono ad associare la leadership agroalimentare a regioni come Puglia, Campania o Emilia-Romagna. Eppure, è proprio l’isola a distinguersi, grazie alla sua capacità di valorizzare l’identità territoriale attraverso le eccellenze agroalimentari.

Un dato particolarmente rilevante è che questo primato non si concentra nelle zone costiere, più sviluppate turisticamente, ma nelle aree interne. Questi territori, spesso lontani dai principali flussi turistici e caratterizzati da minore redditività, si rivelano invece cuori pulsanti della produzione certificata. Il settore primario, infatti, è più forte nelle aree interne rispetto alle zone costiere, e questa concentrazione di produttori rappresenta un potenziale strumento di sviluppo locale.

Qualità agroalimentare e turismo

L’eccellenza dei prodotti sardi certificati può essere anche una leva turistica importante, capace di attrarre visitatori nelle aree meno battute dell’isola. Mentre l’offerta ricettiva extra-alberghiera si concentra sulle zone costiere, le produzioni agroalimentari di eccellenza si trovano nell’entroterra, creando così una doppia identità turistica. Sfruttare la sinergia tra turismo e agroalimentare potrebbe rafforzare entrambe le dimensioni, offrendo esperienze autentiche e sostenibili ai visitatori.

La sfida della comunicazione

Nonostante l’indiscutibile primato, emerge una criticità importante: la scarsa valorizzazione comunicativa di queste eccellenze. I produttori delle aree interne, pur detenendo certificazioni di qualità elevate, non sempre ricevono la visibilità che meritano. Rendere noti questi dati, raccontare i territori e promuovere i prodotti locali potrebbe rappresentare una strategia vincente per lo sviluppo economico e turistico della Sardegna, in particolare per le zone lontane dai circuiti più battuti.

Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 29-04-2025

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