play_arrow
Sardegna, raccolti devastati dal caldo estremo Radiolina
L’ondata di caldo che sta investendo la Sardegna continua ad aggravare il bilancio dei danni per il comparto agricolo e zootecnico. Secondo Coldiretti Sardegna, gli incendi hanno già provocato perdite superiori ai 10 milioni di euro, mentre le temperature oltre i 40 gradi stanno mettendo sotto pressione raccolti, allevamenti e produzioni agricole. Per il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba, il cambiamento climatico sta ormai modificando in modo strutturale il sistema agricolo dell’isola: “Per gli incendi abbiamo già calcolato oltre 10 milioni di euro di danni.”

Le temperature eccezionalmente elevate stanno compromettendo numerose colture di stagione. Pomodori, ortaggi, meloni e angurie stanno subendo danni dovuti all’esposizione prolungata al sole, con ustioni sulla buccia che ne compromettono la qualità commerciale e riducono sensibilmente il valore sul mercato.
Le perdite dirette, secondo Coldiretti, raggiungono in alcuni casi il 30-40% della produzione. Saba spiega che, nonostante si tratti di colture tipicamente estive: “Una settimana con temperature superiori ai 40 gradi provoca danni importanti e un forte deprezzamento del prodotto.”
L’emergenza climatica sta colpendo anche il settore zootecnico. Se gli ovini si trovano in una fase di minore produzione, i bovini da latte stanno invece affrontando pesanti condizioni di stress termico che incidono direttamente sulla produttività.
Secondo Saba: “I bovini da latte stanno subendo uno stress molto pesante che riduce sensibilmente le performance produttive”, perché il caldo limita il benessere animale e comporta una fisiologica diminuzione della produzione di latte.
Anche i vigneti risentono della lunga fase di caldo intenso. Sebbene la vite sia una coltura generalmente resistente alle alte temperature, l’assenza di precipitazioni e il prolungato stress idrico stanno creando situazioni di forte sofferenza, soprattutto nelle aree pianeggianti. La situazione appare meno critica nelle zone collinari e montane, dove le temperature risultano leggermente inferiori. Come evidenzia Saba, “è soprattutto l’assenza di acqua, unita a questo colpo di calore, che rischia di compromettere il bilancio idrico della pianta.”
Negli ultimi anni il comparto agricolo ha introdotto sistemi di irrigazione di soccorso, coperture protettive e reti antigrandine, strumenti che possono contribuire a mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi. Tuttavia, ondate di calore così prolungate rappresentano una sfida senza precedenti.
Come osserva il direttore di Coldiretti Sardegna: “le piante resistono normalmente ai 40 gradi per alcune ore, ma una settimana consecutiva con queste temperature rappresenta qualcosa che non avevamo mai conosciuto.”
Il progressivo aumento delle temperature sta imponendo una riflessione sulle colture del futuro. Coldiretti guarda con attenzione agli studi dell’Università di Sassari, che sta valutando la sostenibilità delle diverse specie vegetali in un contesto climatico sempre più vicino a quello subtropicale.
Tra le coltivazioni emergenti compare anche l’avocado, anche se la fase di transizione presenta ancora numerose incognite. Saba osserva: “probabilmente in futuro coltiveremo in Sardegna l’avocado piuttosto che altre colture oggi tradizionali, ma siamo ancora in una fase di passaggio.”
Di fronte a una situazione destinata a ripetersi con sempre maggiore frequenza, Coldiretti Sardegna chiede un intervento straordinario della Regione attraverso fondi dedicati e strumenti comunitari di sostegno alle imprese agricole colpite.
L’obiettivo è garantire ristori economici alle aziende che hanno subito danni dagli incendi e dalle ondate di calore. Come conclude Saba, “in momenti come questo la vicinanza della Regione è fondamentale. Ci aspettiamo misure straordinarie capaci di dare ristoro e respiro alle aziende che hanno perso tutto.”
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina