• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightSardegna, sanità: il 60% degli accessi in pronto soccorso è inappropriato

Interviste

Sardegna, sanità: il 60% degli accessi in pronto soccorso è inappropriato

today10 Novembre 2025 66

Sfondo
share close

Accessi impropri al pronto soccorso: un problema che pesa sulla sanità in Sardegna

  • cover play_arrow

    Sardegna, sanità: il 60% degli accessi in pronto soccorso è inappropriato Simona De Francisci, Stefano Marcias

Oltre il 60% degli accessi al pronto soccorso dell’Arnas Brotzu risulta inappropriato. Lo rivela il commissario Stefano Marcias, che denuncia un sistema sotto pressione. “Nel 2025 abbiamo registrato 40.720 accessi, di cui il 60% erano codici bianchi e verdi”, ha spiegato Marcias. “Si tratta di casi che potrebbero essere gestiti dalla guardia medica, evitando di congestionare il pronto soccorso”.

L’ospedale Brotzu (foto L’Unione Sarda)

Cittadini poco informati e strutture territoriali ancora fragili

Secondo Marcias, molti cittadini si recano in ospedale perché si sentono più sicuri all’interno di una struttura sanitaria complessa. “Il cittadino, vedendo l’ospedale, si sente rassicurato e tende a rivolgersi al pronto soccorso anche per patologie lievi”, ha affermato. Tuttavia, la carenza di fiducia nelle strutture territoriali e la loro scarsa presenza contribuiscono a generare un uso improprio dei servizi d’urgenza.

La riforma in Sardegna: case e ospedali di comunità per alleggerire i pronto soccorso

La soluzione, spiega Marcias, passa dalla creazione di case di comunità e ospedali di comunità. “Li stiamo realizzando in tutta la Sardegna. Saranno strutture da 20 posti letto per la gestione delle fasi di transizione e di stabilizzazione del paziente”, ha detto. Questi presidi dovranno ridurre la pressione sugli ospedali principali, migliorando la presa in carico dei pazienti non urgenti.

Il ruolo del medico di medicina generale

Fondamentale anche il contributo dei medici di base. “Il medico di medicina generale rappresenta il primo presidio sul territorio”, ha ricordato Marcias. “Spero che possa sensibilizzare i cittadini e rafforzare la fiducia verso le strutture territoriali”. Una rete più forte e coordinata tra medici, guardie mediche e nuove strutture comunitarie potrebbe evitare migliaia di accessi inappropriati ogni anno.

Intervento a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 10-11-2025

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina


IntervisteLa Strambata

Rate it