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Sardegna, sanità: il 60% degli accessi in pronto soccorso è inappropriato Simona De Francisci, Stefano Marcias
Oltre il 60% degli accessi al pronto soccorso dell’Arnas Brotzu risulta inappropriato. Lo rivela il commissario Stefano Marcias, che denuncia un sistema sotto pressione. “Nel 2025 abbiamo registrato 40.720 accessi, di cui il 60% erano codici bianchi e verdi”, ha spiegato Marcias. “Si tratta di casi che potrebbero essere gestiti dalla guardia medica, evitando di congestionare il pronto soccorso”.

Secondo Marcias, molti cittadini si recano in ospedale perché si sentono più sicuri all’interno di una struttura sanitaria complessa. “Il cittadino, vedendo l’ospedale, si sente rassicurato e tende a rivolgersi al pronto soccorso anche per patologie lievi”, ha affermato. Tuttavia, la carenza di fiducia nelle strutture territoriali e la loro scarsa presenza contribuiscono a generare un uso improprio dei servizi d’urgenza.
La soluzione, spiega Marcias, passa dalla creazione di case di comunità e ospedali di comunità. “Li stiamo realizzando in tutta la Sardegna. Saranno strutture da 20 posti letto per la gestione delle fasi di transizione e di stabilizzazione del paziente”, ha detto. Questi presidi dovranno ridurre la pressione sugli ospedali principali, migliorando la presa in carico dei pazienti non urgenti.
Fondamentale anche il contributo dei medici di base. “Il medico di medicina generale rappresenta il primo presidio sul territorio”, ha ricordato Marcias. “Spero che possa sensibilizzare i cittadini e rafforzare la fiducia verso le strutture territoriali”. Una rete più forte e coordinata tra medici, guardie mediche e nuove strutture comunitarie potrebbe evitare migliaia di accessi inappropriati ogni anno.
Intervento a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 10-11-2025
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