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Sardegna sul Financial Times: il destino incerto della terra dei centenari Cristian Asara
La Sardegna finisce sotto la lente d’ingrandimento della stampa internazionale. Un reportage di Emma Bird, pubblicato sul Financial Times con il titolo “Long live Sardinia“, mette in luce una contraddizione profonda: l’isola è celebre ovunque per la longevità dei suoi abitanti, ma rischia paradossalmente di restare senza persone. Se da un lato le “Blue Zone” continuano a stupire il mondo per la concentrazione di centenari, dall’altro i dati demografici raccontano una storia differente. La popolazione è scesa a 1,55 milioni nel 2025, segnando un calo costante rispetto ai decenni scorsi, con un’età media che tocca i 49 anni.

Il quadro descritto dal quotidiano britannico non nasconde le criticità economiche e strutturali. Il tasso di fertilità sardo è il più basso d’Italia ormai da sei anni, mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 28%. A pesare sul quotidiano dei residenti sono anche gli stipendi medi, fermi a circa 17.600 euro annui, e una preoccupante carenza di servizi sanitari: si stima che 300.000 persone non abbiano un medico di base. Questo scenario alimenta la fuga dei giovani e la chiusura delle attività artigianali, con decine di comuni che nell’ultimo anno non hanno registrato l’apertura di nessuna nuova impresa.
Nonostante le ombre, il reportage celebra l’immenso patrimonio naturale e culturale dell’isola. Dai 2.000 chilometri di coste selvagge alle vette del Gennargentu, fino alla millenaria civiltà nuragica. Viene ricordata l’eredità di figure come Grazia Deledda e Antonio Gramsci, ma si guarda anche alla modernità di centri come Cagliari e Oristano, ai vertici nazionali per ore di sole, sicurezza e giustizia. Un valore aggiunto resta la rete sociale: oltre il 73% dei sardi sa di poter contare sul sostegno di amici e vicini, un collante umano che resiste alla crisi.
Per contrastare lo spopolamento, la Sardegna punta su strategie innovative. Una scelta è rappresentata dal progetto delle “case a 1 euro” di Ollolai, che ha attirato l’interesse di migliaia di persone da tutto il mondo. Sul fronte istituzionale, la giunta guidata da Alessandra Todde lavora a politiche mirate per invertire la rotta. La vera scommessa tecnologica è però legata all’Einstein Telescope: l’eventuale assegnazione di questo rilevatore di onde gravitazionali porterebbe migliaia di posti di lavoro altamente qualificati proprio nelle zone interne, dimostrando che l’insularità non deve essere necessariamente un limite allo sviluppo.
Radio Smeralda, puntata del 12/05/2026
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