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Sbarco sulla luna, il racconto di Francesco Stagno: “Un evento che fermò il mondo” Francesca Figus, Francesco Stagno
La recente missione Artemis 2 ha riacceso l’emozione globale per lo spazio, riportando alla memoria lo storico sbarco sulla luna del 21 luglio 1969. “Lo sbarco sulla luna è stato l’evento della nostra vita, qualcosa che non ho mai più rivisto con la stessa intensità”, racconta Francesco Stagno.

Francesco Stagno rievoca immagini vivide e sensazioni quasi pittoriche di quella notte, vissuta accanto alla madre davanti a un televisore in bianco e nero. “Ricordo perfettamente la poltrona rossa, mia madre accanto a me e l’emozione crescente mentre seguivamo ogni istante della diretta”, spiega.
Quella notte segnò un momento collettivo irripetibile, con milioni di persone unite da un unico evento capace di attraversare ogni classe sociale e culturale. “Mi ha colpito vedere ogni strato della popolazione coinvolto, tutti parlavano della luna, nessuno restava indifferente”, sottolinea Stagno.
Nonostante l’importanza di un esame universitario imminente, Francesco Stagno fu completamente travolto dall’evento, come gran parte della popolazione italiana. “Stavo studiando medicina, ma il giorno dopo nessuno riuscì a sostenere esami perché tutti avevano passato la notte davanti alla televisione”, ricorda.
A differenza di altri eventi storici compresi solo nel tempo, lo sbarco sulla luna fu immediatamente riconosciuto come una svolta epocale. “Era chiaro a tutti che stavamo vivendo l’inizio di una nuova era, qualcosa di irripetibile e destinato a restare nella storia”, afferma.
La celebre telecronaca di Tito Stagno, fratello di Francesco, fu seguita con orgoglio e partecipazione dalla famiglia, anche durante il noto battibecco in diretta. “Noi abbiamo creduto subito a Tito, era collegato con il centro e per noi aveva già ragione in quel momento”, racconta.
Uno degli aspetti più impressionanti di quella notte fu il silenzio totale che avvolse la città, come se il tempo si fosse improvvisamente fermato. “Mi affacciai alla finestra e non c’era nessuno, sembrava un lockdown, un silenzio irreale che non ho mai più vissuto”, ricorda.
Ancora oggi Francesco Stagno condivide quei momenti con figli e nipoti, trasmettendo il valore storico ed emotivo di quella notte unica. “Racconto sempre che non ricordo neppure di aver mangiato, eravamo completamente assorbiti da ciò che stava accadendo”, conclude.
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