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Scetticismo: la dura verità sui negoziati di pace a Gaza stage@radiolina.it
Il giornalista de La Stampa, Domenico Quirico, offre una valutazione molto cauta sulla situazione attuale nel vicino Oriente. Quirico evidenzia come i recenti negoziati di pace su Gaza siano avvolti da una notevole vaghezza concettuale e pratica. Le proposte di Trump per la risoluzione del conflitto infatti “nuotano” nell’indefinito presentando numerosi punti non ben definiti. È stata avviata una discussione che coinvolge l’ultimatum di Trump a Damasco e le pressioni esercitate su Netanyahu. La complessità del quadro richiede estrema prudenza nelle aspettative di successo.

L’accettazione del piano di pace da parte di Hamas è risultata sostanzialmente condizionata da richieste fondamentali e non secondarie. L’organizzazione chiede di poter continuare a esistere all’interno della futura Gaza senza accettare il disarmo. Israele, d’altra parte, sembra avere interpretato la proposta in un modo assai diverso dalle intenzioni iniziali del presidente americano. Domenico Quirico ha sottolineato la sua posizione affermando: “Sarei molto cauto, nel senso che come molte idee di Trump nuotano nella vaghezza“. È possibile prevedere una tregua per lo scambio degli ostaggi, ma essa non rappresenterà un punto di svolta definitivo nel conflitto.
Quirico commenta anche l’aumento della partecipazione emotiva per la causa palestinese nelle piazze di molte città italiane. Il giornalista sostiene che sia un momento abbastanza curioso poiché la stessa partecipazione non c’è stata per altre vicende drammatiche come i conflitti in Ucraina. Sottolinea che l’indifferenza è la crosta fondamentale del mondo contemporaneo e non si scuote per posti remoti come il Sahel o il Myanmar. La tragedia di Gaza ha mosso qualche cosa grazie alle immagini arrivate in abbondanza nonostante la difficoltà di raccontare la guerra. Questo fenomeno emotivo si è verificato nonostante l’indifferenza generale verso altre crisi internazionali.
Quirico avverte che pensare a questo fenomeno come un ritorno della politica o un nuovo ’68 è una mera esagerazione ottimistica. Queste sono considerate riflessioni di pseudointellettuali destinate a svanire nel breve periodo di tempo. A suo avviso, tra poco tempo tutto ritornerà nella più assoluta e profonda indifferenza generale che caratterizza l’epoca. Il giornalista osserva inoltre che accanto al sentimento sincero vi era chi cercava di approfittare della situazione con secondi fini. Queste persone non provavano alcun interesse reale per i palestinesi, sfruttando il momento mediatico. Infine, ha concluso affermando: “Secondo me tra un po’ tutto ritorna nella più assoluta indifferenza“.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 06-10-2025
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