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Schiuma di latte al bar per la bimba: mamma posta lo scontrino da 1 euro e scatena il dibattito sui social Giuseppe Valdes
Una mamma, Roberta P., è diventata virale su Facebook dopo aver condiviso lo scontrino del bar dove ha ordinato un caffè, un cornetto e “un po’ di schiuma di latte per la bambina”. Sullo scontrino, oltre al prezzo degli altri prodotti, è apparso un addebito extra di 1 euro con la dicitura “schiumetta”. “Non dico che debba essere gratis, ma un euro mi sembra esagerato”, ha scritto la donna, suscitando una lunga discussione tra gli utenti. Al momento della condivisione, il post aveva raccolto quasi 1.800 commenti, con pareri divisi tra chi difende la mamma e chi sostiene il bar.

Molti utenti hanno criticato la richiesta del pagamento, con commenti come: “La cosa triste è leggere per la bimba… dando per scontato di averla gratis”. Altri hanno espresso opinioni più dure: “Se non puoi permetterti di andare al bar stai a casa”.
Al contrario, alcuni utenti hanno dato ragione a Roberta P., raccontando esperienze simili in altri bar. Una donna ha scritto: “Anche io ho ordinato un caffè per me e per il mio bambino una po’ di schiuma nella tazzina, pagando 1,20€ il caffè e 1€ la schiuma”, evidenziando come alcuni bar applichino già prezzi separati per la schiuma.
Interviene anche la titolare del bar, che spiega il motivo del costo aggiuntivo. “Fino a poche settimane fa la schiuma si regalava, ma ora la si fa pagare 0,30 centesimi”, perché alcune famiglie richiedono più porzioni per i bambini. La motivazione è pratica: “Si sporcano due tazzine, due piattini e due cucchiaini”, a cui vanno aggiunti piatti e tovaglioli per il cornetto. La titolare conclude: “Credo che 0,60 centesimi per due schiumette si possano anche chiedere”.
Roberta P. ha poi chiarito sul post che molti utenti potrebbero non aver letto attentamente il suo messaggio. Ha sottolineato l’importanza di riflettere prima di commentare e di valutare correttamente le situazioni prima di esprimere giudizi sugli altri.
La vicenda ha acceso un ampio dibattito sui social, con gli utenti divisi tra chi critica il prezzo della “schiumetta” e chi difende la decisione del bar, evidenziando le diverse percezioni sul valore dei piccoli servizi offerti nei locali pubblici.
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