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La scoperta: Sant’Andrea Priu rivela tre nuove Domus de Janas Fabio Leoni
Una notizia ricca di fascino giunge dal cuore del Meilogu, precisamente dalle campagne di Bonorva nel Sassarese. La necropoli prenuragica di Sant’Andrea Priu, un sito iconico, svela una significativa scoperta archeologica. Tre nuove Domus de Janas sono state individuate, aumentando il numero totale delle tombe a venti. Nadia Canu, archeologa, ha dichiarato: “Sono state infatti individuate tre nuove domus, Domus de Janas, a pochi giorni dal riconoscimento da parte dell’UNESCO“. Questa rilevante scoperta consolida l’importanza del patrimonio prenuragico sardo riconosciuto mondialmente.

Il ritrovamento delle nuove Domus è avvenuto con un metodo archeologico classico e sorprendentemente efficace. Nonostante le indagini diagnostiche passate, la conferma precisa delle scoperte richiede sempre lo scavo diretto. Nadia Canu ha affermato: “queste tre nuove tombe sono state individuate proprio con il più classico dei sistemi degli archeologi, battendo sulla roccia“. Percependo delle cavità sotterranee, gli archeologi hanno ipotizzato la presenza di una tomba, concentrando lì gli scavi.
Sant’Andrea Priu si distingue come un sito archeologico complesso e pluristratificato, un vero viaggio nel tempo. Nato come necropoli nel Neolitico, il complesso contava diciassette Domus de Janas, ora aumentate a venti. Nadia Canu evidenzia: “Su Sant’Andrea Priu noi abbiamo un sito complesso e pluristratificato, un luogo che ci fa viaggiare in pochi passi nel corso di millenni“. Sul medesimo sito, un’importante rioccupazione romana, poi altomedievale, ha aggiunto strati di storia.

All’interno delle nuove Domus de Janas, gli archeologi hanno rinvenuto reperti significativi, nonostante i precedenti riutilizzi. Tra i ritrovamenti vi sono picconi da scavo, ossidiana e vasetti miniaturistici pertinenti all’età del Rame. Nadia Canu ha dettagliato: “la 20esima tomba, la numero 20, l’abbiamo nominata tomba dei vasi romani perché ha restituito più di 30 tra brocche, vasi, lucerne e monete“. Tutto il corredo, intatto e completo, rappresentava un prezioso tesoro per assicurare un buon passaggio all’aldilà.
Gli scavi a Sant’Andrea Priu proseguiranno sia sul pianoro con le nuove scoperte, sia nell’insediamento romano sottostante. L’obiettivo primario è completare lo scavo delle terme romane, aggiungendo un polo d’interesse al sito. Nadia Canu ha sottolineato: “noi non abbiamo mai chiuso il sito al pubblico, anzi, questo è stato un valore aggiunto, perché il pubblico poteva affacciarsi a vedere gli archeologi all’opera”. Questa apertura permette una fruizione diretta dell’archeologia in azione, rendendo il sito un’esperienza dinamica.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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