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Scuola e famiglia, rapporto in crisi: l’allarme dei dirigenti scolastici Egidiangela Sechi e Massimo Depau
Il rapporto tra scuola e famiglia è oggi più fragile, e costruire un dialogo efficace resta una sfida irrisolta. A confermarlo è Massimo Depau, presidente regionale dell’ANP Sardegna, che sottolinea come “La famiglia è cambiata profondamente e il momento attuale è ancora più critico”. La trasformazione dei nuclei familiari, unita alle nuove esigenze educative, crea tensioni che pesano su studenti e insegnanti.

Negli ultimi decenni la composizione familiare è cambiata radicalmente, influenzando il modo in cui genitori e scuola interagiscono ogni giorno. Depau spiega che “Oggi molti nuclei hanno uno o due figli e su di loro si riversano aspettative enormi”, un fenomeno noto come “sindrome del bambino imperatore”. L’aumento delle separazioni e delle famiglie monogenitoriali aggiunge ulteriori difficoltà, perché i ragazzi trascorrono spesso molte ore soli e richiedono maggiore supporto scolastico.
La scuola contemporanea chiede molto di più agli insegnanti, che devono sostenere studenti con bisogni emotivi e sociali più complessi. Secondo Depau, “Non esiste apprendimento senza relazione emotiva e oggi l’insegnante deve essere un adulto significativo”. La crescita dell’empatia nella didattica ha ridotto la dispersione scolastica, ma ha anche ampliato le responsabilità del docente, sempre più multitasking e chiamato a gestire i casi più fragili.
Sulla carta il genitore è partner della scuola, grazie anche al patto educativo di corresponsabilità. Tuttavia, la pratica racconta una realtà diversa. Depau evidenzia che “Gli adulti sono cambiati e molti genitori trasformano i loro no in sì, creando confusione nei figli”. Quando le aspettative familiari non vengono soddisfatte, il conflitto si sposta nelle aule, rendendo difficile educare al valore dell’errore e alla non perfezione. Per De Pau è essenziale ricordare che “Non esistono figli perfetti, ma esistono percorsi che portano all’eccellenza”.
Si arriva così al dibattito sui compiti, riacceso dalla circolare del ministro Valditara, che invita a non sovraccaricare gli studenti. Depau ricorda che “Gli studenti italiani passano molte più ore a scuola rispetto alla media europea”. Per questo ritiene la circolare pienamente valida e sostiene che “Non è giusto che i ragazzi debbano studiare ancora a casa dopo giornate così intense”. Una posizione che rilancia la necessità di ripensare tempi scolastici e familiari.
Intervento a cura di Egidiangela Sechi
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