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Scuola, persi oltre 130 posti ATA: l’allarme della CISL Sardegna Giuseppe Valdes
Scuola in Sardegna ancora alle prese con carenze di personale, dimensionamento ed emergenza caldo. A fare il punto sui problemi che accompagnano l’avvio dell’anno scolastico è Susanna Serra, segretaria generale della CISL Scuola Cagliari, che contesta in particolare i criteri utilizzati dal Ministero per determinare gli organici del personale ATA.

Secondo Serra, la riduzione riguarda soprattutto i collaboratori scolastici, figure fondamentali per l’apertura e la gestione dei plessi e per la vigilanza degli studenti. In Sardegna sono stati persi più di 130 posti, con una diminuzione degli organici legata principalmente al calo del numero degli studenti e ai coefficienti utilizzati dal Ministero.
In alcuni casi sono arrivate delle deroghe, ma per la CISL il problema resta. I criteri ministeriali, infatti, non considerano adeguatamente la vastità territoriale della Sardegna e la particolare organizzazione degli istituti scolastici.
Una singola istituzione può comprendere più plessi distribuiti in diversi comuni. Questa caratteristica aumenta le esigenze organizzative e burocratiche, soprattutto per le segreterie, ma non trova un adeguato riscontro nei criteri con cui vengono definiti gli organici.
La riduzione del personale arriva inoltre insieme al dimensionamento scolastico. Nell’ultimo anno la Sardegna ha perso nove autonomie scolastiche, dopo numerosi interventi di questo tipo già realizzati negli anni precedenti. Serra sottolinea come gli accorpamenti abbiano interessato soprattutto realtà che presentavano già difficoltà nella gestione delle attività scolastiche.
Il ridimensionamento delle autonomie scolastiche incide in modo particolare sui piccoli comuni e sui territori più fragili. Gli accorpamenti possono infatti ampliare ulteriormente la complessità organizzativa degli istituti, soprattutto quando una scuola deve gestire plessi presenti in più centri abitati.
Per la CISL Scuola, quindi, il semplice numero degli studenti non può essere l’unico parametro per stabilire il personale necessario. La distribuzione geografica dei plessi, le distanze tra i comuni e il carico amministrativo rappresentano elementi che devono entrare nella valutazione degli organici.
La questione riguarda anche la possibilità di garantire servizi adeguati agli studenti. In territori caratterizzati da una presenza diffusa di piccoli centri, la scuola rappresenta infatti un presidio importante e gli accorpamenti possono rendere più complessa la gestione quotidiana.
A queste criticità si aggiunge ora un altro problema destinato a ripresentarsi: l’emergenza caldo nelle scuole. Serra spiega che alcune strutture hanno beneficiato degli interventi del PNRR e dispongono di impianti di condizionamento, ma la maggior parte degli edifici scolastici resta caratterizzata da strutture datate e difficili da adeguare rapidamente.
Il caldo rappresenta una criticità destinata, secondo Serra, a ripresentarsi anche nei prossimi anni. In Sardegna le temperature elevate possono iniziare a creare problemi già dalla fine di marzo e durante il mese di aprile, per poi tornare a incidere pesantemente a maggio e giugno.
Per questo motivo il sindacato guarda anche all’ipotesi di posticipare l’inizio dell’anno scolastico in Sardegna, soluzione discussa anche per altre regioni come la Sicilia. Serra, tuttavia, considera il rinvio soltanto una possibile misura parziale.
Anche spostando in avanti l’inizio delle lezioni, infatti, il problema delle temperature elevate potrebbe rimanere. In assenza di sistemi adeguati per raffrescare gli edifici, anche il mese di ottobre potrebbe presentare condizioni difficili. Le grandi superfici vetrate di alcune scuole, inoltre, possono favorire l’accumulo di calore all’interno delle aule.
La CISL Scuola ritiene quindi necessario intervenire direttamente sugli edifici. Adeguare le scuole alle nuove condizioni climatiche diventa una priorità, perché il caldo rischia di trasformarsi da emergenza occasionale in una condizione sempre più frequente per studenti e personale.
Per Serra, il tema non riguarda soltanto la scelta della data di inizio delle lezioni, ma soprattutto la capacità degli istituti di garantire ambienti adeguati durante tutto l’anno scolastico, intervenendo sulle strutture e sugli impianti prima che le alte temperature tornino a mettere in difficoltà le scuole sarde.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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